Da giorni, in via Cassano, a Secondigliano, si sta ripresentando un problema che molti residenti definiscono ormai cronico e sempre più difficile da ignorare. Le deiezioni canine lasciate sui marciapiedi, soprattutto nei pressi del supermercato MD, stanno trasformando un’arteria molto frequentata in un percorso a ostacoli che crea disagio, cattivo odore e un forte senso di abbandono. A segnalarlo è stato un cittadino attraverso la rubrica dedicata alle segnalazioni di quartiere, lamentando un peggioramento evidente nelle ultime settimane e chiedendo controlli più severi affinché venga ristabilito un minimo di decoro.
La questione non riguarda solo l’immagine della strada, ma anche la sicurezza e l’igiene pubblica. Molti abitanti della zona raccontano che camminare sul marciapiede è diventato complicato, soprattutto per bambini, anziani e persone con difficoltà motorie. Alcuni preferiscono addirittura procedere lungo il bordo della carreggiata, esponendosi ai rischi del traffico pur di evitare di calpestare ciò che incivilmente viene lasciato a terra. Una situazione frustrante, che si ripete ormai quotidianamente e che sembra sfuggire a qualsiasi tentativo di regolamentazione.
Le testimonianze raccolte nel quartiere non fanno che confermare un malcontento diffuso. Nelle discussioni online, diversi cittadini definiscono la situazione “uno schifo” e affermano che la responsabilità ricade su una minoranza di proprietari di cani che continua a ignorare le regole più elementari di convivenza. Alcuni residenti si chiedono provocatoriamente perché certe persone non possano semplicemente raccogliere ciò che lasciano i loro animali, sottolineando che le bustine e gli strumenti necessari hanno costi irrisori e sono disponibili ovunque. L’idea che la mancanza di senso civico sia così radicata suscita indignazione e rassegnazione allo stesso tempo.
Un cittadino ha voluto rimarcare come spesso il problema non riguardi solo via Cassano: nei pressi del mercatino, racconta, il livello di sporcizia sarebbe analogo, con marciapiedi difficili da percorrere. Un altro residente ha fatto notare come in altre zone, come via del Camposanto, i pedoni siano costretti a camminare direttamente sulla strada pur di evitare ciò che si trova sui marciapiedi. In molti sottolineano che i cani non hanno alcuna colpa e che, come spesso accade, è il comportamento dei proprietari a creare il problema. L’animale segue il suo istinto, mentre tocca al padrone garantire pulizia, rispetto e decoro urbano.
La parola più ricorrente nei commenti è “inciviltà”. Un residente ha descritto le strade di Secondigliano e dei quartieri limitrofi come “impossibili da attraversare senza rischiare di calpestare qualcosa”, parlando di marciapiedi che sembrano ormai “merdarei”, termine forte ma emblematico del sentimento di esasperazione. Il messaggio che emerge è univoco: la gente è stanca, e l'abitudine di non raccogliere gli escrementi è vista come uno degli atti più evidenti di mancanza di rispetto verso la comunità.
Alcuni cittadini propongono anche un cambio di mentalità, suggerendo che la soluzione non sia solo nell’aumento dei controlli da parte delle forze dell’ordine, ma anche in una responsabilizzazione collettiva. “Bisogna rimproverare direttamente chi compie questi atti quando li vediamo”, ha scritto un abitante, sostenendo che le lamentele, se fatte solo a posteriori, non producono risultati concreti. Secondo questa visione, è necessario che ogni membro della comunità si senta parte attiva nel proteggere il decoro del quartiere, intervenendo civilmente quando assiste a comportamenti scorretti.
La richiesta alla municipalità resta comunque chiara: servono controlli più frequenti e sanzioni reali, perché solo così forse si potrà scoraggiare chi continua a ignorare i regolamenti. Molti residenti sostengono che l’introduzione di campagne informative, cartellonistica ben visibile e presidi periodici delle guardie ambientali potrebbe contribuire a mitigare il problema. Ma finché i proprietari dei cani che non raccolgono continueranno a farlo indisturbati, sarà difficile immaginare un cambiamento tangibile.
In un quartiere come Secondigliano, dove le criticità sono tante e spesso più gravi di questa, il tema delle deiezioni canine può sembrare secondario, ma per chi vive ogni giorno la strada è un indicatore diretto della qualità della vita. Marciapiedi sporchi trasmettono la sensazione di una comunità lasciata a sé stessa, dove la cura degli spazi comuni è diventata un optional. Invece, sono proprio i dettagli quotidiani a determinare la vivibilità di un luogo, e via Cassano, in queste settimane, sembra ricordarlo in modo evidente.
La speranza dei residenti è che l’attenzione mediatica e le segnalazioni servano almeno ad accendere i riflettori su un problema che si ripresenta ciclicamente. Anche perché, come ricordano alcuni cittadini, “i cani sono più educati dei loro padroni”, e il quartiere merita di essere rispettato. Solo attraverso un impegno condiviso sarà possibile riportare un minimo di civiltà e rendere nuovamente percorribili strade e marciapiedi di una zona molto frequentata, che continua a chiedere un intervento chiaro e concreto da parte delle istituzioni.

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