Un presunto vertice della Vanella-Grassi finisce al centro di una nuova inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. I Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Gaetano Petriccione, 36 anni, gravemente indiziato di associazione di tipo mafioso. Secondo l'accusa, avrebbe assunto un ruolo di comando nel clan attivo tra Secondigliano, Scampia e l'area nord di Napoli, continuando a influenzarne le strategie anche durante la detenzione.
Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA. Al centro dell'indagine ci sono la riorganizzazione del sodalizio, i cambiamenti ai vertici e i meccanismi che, secondo gli investigatori, avrebbero consentito al gruppo di mantenere la propria operatività nonostante la detenzione di diversi esponenti di rilievo.
Petriccione si trova in carcere dal 2010. La ricostruzione accusatoria gli attribuisce un ruolo di primo piano nella gestione del clan dopo la detenzione di altri esponenti, tra cui il padre Salvatore Petriccione, conosciuto come 'o marinaio e sottoposto al regime del 41 bis. Gli investigatori ritengono che il figlio avrebbe contribuito alla direzione dell'organizzazione, impartendo disposizioni agli affiliati e intervenendo nella gestione delle risorse economiche.
L'inchiesta punta a ricostruire come la Vanella-Grassi avrebbe conservato i propri equilibri interni e le attività illecite anche con figure di vertice detenute. Secondo l'ipotesi della DDA, il gruppo avrebbe continuato a gestire piazze di spaccio e attività estorsive, affiancando a questi affari un sistema di sostegno economico per gli affiliati in carcere e per i loro familiari.
Proprio la gestione del denaro rappresenta uno degli aspetti centrali dell'indagine. Le risorse finanziarie, secondo l'accusa, avrebbero contribuito a garantire la continuità del sodalizio e il sostegno alla rete di persone legate al gruppo. Gli investigatori avrebbero inoltre ricostruito presunte direttive impartite durante la detenzione, con l'obiettivo di chiarire quanto l'indagato avrebbe inciso sulle decisioni e sull'organizzazione delle attività.
Un contributo significativo sarebbe arrivato dalle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. I Carabinieri hanno svolto riscontri investigativi sulle informazioni raccolte, utilizzandole per ricostruire i rapporti gerarchici e l'evoluzione degli assetti della Vanella-Grassi. Gli elementi acquisiti sono confluiti nel quadro indiziario sottoposto alla valutazione del giudice.
La vicenda riporta l'attenzione su un'organizzazione storicamente presente tra Secondigliano e Scampia, territori da anni interessati da indagini sulle dinamiche della criminalità organizzata. L'inchiesta non si concentra soltanto sulla posizione del singolo indagato, ma anche sulla presunta capacità del gruppo di riorganizzarsi dopo la detenzione di figure considerate importanti e di mantenere collegamenti e risorse.
L'ordinanza cautelare costituisce un passaggio del procedimento giudiziario e non equivale a una condanna. Gaetano Petriccione è gravemente indiziato del reato contestato, previsto dall'articolo 416 bis del codice penale, ma la sua eventuale responsabilità dovrà essere accertata nelle sedi competenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.
L'indagine della DDA mira dunque a fare luce sul presunto ruolo direttivo attribuito a Petriccione e sui meccanismi attraverso i quali la Vanella-Grassi avrebbe continuato a operare nonostante la detenzione di alcuni dei suoi esponenti di primo piano. Gli sviluppi giudiziari chiariranno la consistenza delle accuse e le responsabilità individuali.

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