Ancora pochi secondi, ancora il panico in mezzo alla strada, ancora pistole puntate e colpi esplosi in aria. A Secondigliano si è consumata l’ennesima rapina che conferma un’escalation ormai sotto gli occhi di tutti. È il quarto raid predatorio in meno di un mese, un dato che da solo racconta il clima che si respira nell’area nord di Napoli, tra commercianti preoccupati, automobilisti impauriti e residenti sempre più esasperati.
L’ultimo episodio si è verificato ieri pomeriggio in via Napoli a Capodimonte, all’altezza del cosiddetto Quadrivio di Secondigliano, una zona strategica dove il traffico è spesso intenso in determinate fasce orarie. Proprio il traffico è diventato l’alleato perfetto dei rapinatori. Diverse persone a bordo di scooter hanno bloccato un automobilista nel flusso delle auto, accerchiandolo in pochi istanti. Armati di pistole e mitragliette, gli hanno puntato le armi contro costringendolo a consegnare orologio e preziosi per un valore stimato intorno ai 30mila euro. Poi, come già accaduto in altri episodi, colpi esplosi in aria per coprire la fuga e seminare il terrore tra i presenti.
La scena si è consumata in pochissimi minuti. Una vera e propria azione militare, rapida e coordinata, che non lascia spazio a reazioni. La vittima è rimasta sotto choc, mentre i banditi si sono dileguati tra le strade del quartiere. Sull’accaduto indaga la Polizia di Stato, in particolare gli agenti del locale commissariato, impegnati nella ricostruzione della dinamica e nell’analisi di eventuali immagini di videosorveglianza presenti in zona. Si cercano anche testimoni che possano fornire elementi utili a identificare i responsabili.
La tecnica utilizzata non è nuova. Solo due settimane fa, con modalità praticamente identiche, era stato colpito il proprietario di un noto negozio di abbigliamento su Corso Secondigliano. Anche in quel caso blocco improvviso, armi spianate e fuga con il bottino. A questo episodio sono seguite altre rapine altrettanto gravi, come quella ai danni di un autista in via Regina Margherita, sempre con lo stesso schema operativo. E sempre su Corso Secondigliano si è registrato il tentativo di rapina alla Pizzeria La Nuova Italia dei Fratelli Barretta, segno che nessuno può dirsi al sicuro.
Il clima si è ulteriormente aggravato la scorsa settimana con una vera e propria “stesa” armata, con colpi di arma da fuoco esplosi contro la palestra Cosenza Boxe nel rione Bussola, al quartiere San Pietro a Patierno. Un episodio che molti hanno interpretato come un messaggio intimidatorio. E come se non bastasse, nel Rione Berlingieri un quattordicenne è stato accoltellato, finendo in ospedale. Fatti diversi tra loro ma uniti da un filo rosso: una violenza diffusa che sembra non conoscere argini.
Nonostante la gran mole di arresti effettuati dagli agenti del IV Distretto e il presidio costante del territorio, la situazione resta critica. La zona è vasta e complessa, e la cronica carenza di personale rischia di vanificare il lavoro svolto quotidianamente dalle forze dell’ordine. Gli uomini del commissariato si trovano a fronteggiare una pressione continua, tra rapine lampo, atti intimidatori e richieste di intervento che arrivano da più punti del quartiere.
Le associazioni e i comitati cittadini hanno lanciato ripetuti appelli per un maggiore controllo del territorio. La richiesta è chiara: più uomini, più mezzi, più presenza visibile dello Stato. Perché la percezione, oggi, è che la situazione stia diventando intollerabile giorno dopo giorno. Le famiglie evitano di uscire in alcune fasce orarie, i commercianti temono di essere i prossimi bersagli, gli automobilisti guardano con sospetto ogni scooter che si avvicina nel traffico.
La rapina di via Napoli a Capodimonte non è solo un fatto di cronaca. È il simbolo di una tensione che attraversa Secondigliano e che rischia di radicarsi nella quotidianità. Quando in pieno giorno, in mezzo alle auto in coda, un gruppo armato riesce a bloccare una vettura, minacciare un uomo e fuggire sparando in aria, il messaggio che passa è devastante. È la sensazione di vulnerabilità, di assenza di confini, di paura improvvisa.
Secondigliano è un quartiere fatto in gran parte di persone perbene, lavoratori, studenti, famiglie che chiedono solo di vivere serenamente. Ma l’ombra di questi raid predatori, sempre più frequenti e organizzati, rischia di soffocare la fiducia. Le indagini sono in corso, la Polizia di Stato è al lavoro per individuare i responsabili, ma nel frattempo resta l’urgenza di risposte concrete. Perché quattro rapine in meno di un mese non sono più un’emergenza episodica: sono un campanello d’allarme che non può essere ignorato.
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