Ancora una truffa ai danni di un'anziana, ancora una storia che riporta l'attenzione su un fenomeno purtroppo sempre più diffuso in tutta Italia. Questa volta la vicenda arriva da Bologna, dove una donna di 88 anni è stata raggirata con il collaudato stratagemma del "finto incidente", finendo per consegnare denaro e tutti i suoi gioielli nel tentativo di aiutare il figlio, che credeva coinvolto in un grave sinistro stradale.
La vicenda si è conclusa con l'arresto di un 45enne residente a Secondigliano, fermato dalla Polizia Stradale lungo l'autostrada A14 dopo essere entrato in possesso del bottino. L'uomo, incensurato, è stato arrestato e successivamente sottoposto alla misura cautelare dell'obbligo di dimora. Nel frattempo gli investigatori proseguono le indagini per individuare eventuali complici che avrebbero preso parte alla truffa.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tutto è iniziato nel cuore della mattinata, quando il telefono fisso dell'anziana ha squillato. Dall'altra parte della cornetta una persona si è presentata come operatore di un ospedale di Padova, parlando con tono concitato e cercando fin da subito di creare uno stato di forte agitazione nella vittima.
Il falso operatore ha raccontato che il figlio della donna era rimasto coinvolto in un gravissimo incidente stradale durante il quale era stata investita anche una bambina. Per rendere ancora più credibile il racconto, all'anziana è stato spiegato che serviva immediatamente una consistente somma di denaro per affrontare presunte spese sanitarie e scongiurare pesanti conseguenze giudiziarie.
L'inganno è stato studiato nei minimi particolari. Durante la telefonata, infatti, la donna avrebbe sentito in sottofondo il pianto disperato di una persona, un particolare che avrebbe contribuito ad aumentare il panico e a convincerla della veridicità della situazione.
La truffa si è rivelata ancora più efficace perché l'88enne ha realmente un figlio residente a Napoli che, proprio in quelle ore, stava facendo ritorno in Campania dopo aver trascorso alcuni giorni con la madre a Bologna. Una coincidenza che ha reso perfettamente credibile la falsa ricostruzione raccontata dal sedicente operatore.
Per impedire che la vittima potesse verificare quanto stava accadendo contattando direttamente il figlio o altri familiari, il truffatore le avrebbe chiesto di restare costantemente al telefono, mantenendo così occupata la linea telefonica.
Sopraffatta dalla paura e convinta di poter aiutare il figlio, la donna ha iniziato a raccogliere tutto l'oro custodito nell'abitazione. Gioielli, preziosi e oggetti di valore sono stati sistemati in due scatole in attesa dell'arrivo della persona incaricata del ritiro.
Pochi minuti dopo un uomo si è presentato alla porta dell'abitazione. L'anziana, senza sospettare nulla, gli ha consegnato tutto quanto aveva preparato.
Ma il malvivente non si sarebbe accontentato.
Secondo la ricostruzione investigativa avrebbe chiesto anche gli ultimi gioielli che la donna indossava in quel momento: la fede nuziale e una catenina d'oro con un ciondolo raffigurante la Madonna, un oggetto al quale l'anziana era profondamente legata e che portava sempre con sé.
Dopo essersi impossessato di tutto il bottino, il presunto truffatore si è allontanato rapidamente.
L'allarme è stato lanciato poco dopo e sono immediatamente scattate le ricerche.
Gli agenti della Polizia Stradale sono riusciti a intercettare una Nissan Qashqai lungo l'autostrada A14. Il veicolo è stato fermato e sottoposto a controllo.
Secondo gli investigatori, a bordo dell'auto vi sarebbe stato il 45enne residente nell'area di Secondigliano, che sarebbe stato trovato in possesso dell'intero bottino sottratto poco prima all'anziana.
I preziosi recuperati sono stati restituiti alla proprietaria, che ha così potuto riabbracciare gli oggetti ai quali era legata da un forte valore affettivo oltre che economico.
L'uomo è stato arrestato e condotto davanti all'autorità giudiziaria per l'udienza di convalida.
Al termine dell'udienza il giudice ha convalidato l'arresto disponendo nei confronti del 45enne la misura cautelare dell'obbligo di dimora. L'indagato è assistito dall'avvocato Luigi Ferro del Foro di Napoli.
Le indagini, tuttavia, non sono concluse.
Gli investigatori stanno cercando di individuare eventuali complici che potrebbero aver partecipato all'organizzazione della cosiddetta "truffa in trasferta", un sistema ormai consolidato che vede gruppi criminali spostarsi da una regione all'altra per colpire soprattutto persone anziane.
Il metodo del finto incidente continua infatti a rappresentare una delle tecniche più utilizzate dai truffatori. I malviventi fanno leva sulla paura, sull'affetto verso figli e nipoti e sull'urgenza del momento, inducendo le vittime a consegnare denaro, oro e altri oggetti preziosi senza avere il tempo di riflettere o verificare la veridicità delle informazioni ricevute.
Le forze dell'ordine ricordano ancora una volta di diffidare da telefonate che chiedono denaro o gioielli per presunti incidenti o problemi giudiziari di familiari. In situazioni simili è fondamentale interrompere immediatamente la conversazione, contattare direttamente il proprio familiare e avvisare il numero di emergenza 112.
La prevenzione resta infatti l'arma più efficace contro un fenomeno che continua a colpire soprattutto le persone più fragili. Informare anziani, parenti e vicini di casa sulle modalità con cui operano questi truffatori può contribuire a evitare nuovi episodi e a proteggere chi rischia maggiormente di cadere vittima di raggiri studiati nei minimi dettagli.
Va infine ricordato che il procedimento penale si trova nella fase delle indagini e che la persona coinvolta beneficia della presunzione di innocenza fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.

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