Ancora un’operazione dei carabinieri riporta l’attenzione su un fenomeno spesso sottovalutato ma purtroppo ancora diffuso: la detenzione illegale di fauna selvatica. Questa volta i fatti arrivano proprio da Secondigliano, dove un uomo di 73 anni è stato denunciato per detenzione di specie protette e ricettazione dopo un controllo effettuato presso la sua abitazione.
L’intervento è stato eseguito dai carabinieri del nucleo radiomobile, con il supporto delle guardie zoofile e venatorie della LIPU, impegnate da anni nella tutela degli animali selvatici e nella lotta contro il traffico illegale di volatili. Proprio durante le verifiche, i militari hanno fatto una scoperta significativa: sul balcone dell’abitazione dell’uomo erano presenti numerose gabbie, all’interno delle quali erano rinchiusi ben 17 cardellini.
Si tratta di esemplari di cardellino, una specie tutelata dalla normativa vigente, molto diffusa in natura ma spesso oggetto di catture illegali per il commercio clandestino o per l’allevamento domestico. Gli animali erano detenuti in spazi ristretti, in condizioni ritenute non adeguate al loro benessere, un elemento che ha reso necessario l’immediato intervento delle autorità.
Secondo quanto emerso, il 73enne – già noto alle forze dell’ordine per precedenti specifici legati allo stesso tipo di reato – non sarebbe stato in grado di fornire spiegazioni sulla provenienza degli uccelli. Un dettaglio che ha portato alla contestazione anche del reato di ricettazione, oltre a quello di detenzione illegale di fauna selvatica.
Il sequestro è scattato immediatamente. Tutti i 17 cardellini sono stati sottratti alla detenzione e affidati al Centro di Recupero Animali Selvatici dell’Università Federico II di Napoli, struttura specializzata nella cura, riabilitazione e successiva reintroduzione in natura degli animali recuperati da situazioni di illegalità o pericolo.
Qui gli esemplari saranno sottoposti a controlli veterinari per verificare le loro condizioni di salute e, se possibile, preparati a un ritorno in libertà. Un passaggio fondamentale, perché molti uccelli sequestrati in contesti simili presentano problemi legati allo stress, alla cattività prolungata o a condizioni di vita non adeguate.
L’operazione rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione crescente da parte delle forze dell’ordine verso i reati ambientali e contro la fauna selvatica, un ambito che negli ultimi anni ha assunto sempre maggiore rilevanza anche sul piano normativo e investigativo. Il traffico e la detenzione illegale di uccelli protetti, infatti, non solo mettono a rischio singoli esemplari, ma contribuiscono a danneggiare interi ecosistemi e la biodiversità.
A Secondigliano, come nelle aree limitrofe, non sono rari episodi di questo tipo, spesso legati a tradizioni radicate o a circuiti illegali difficili da estirpare. Proprio per questo, il lavoro congiunto tra carabinieri e associazioni come la LIPU si rivela fondamentale per individuare e contrastare queste pratiche.
La denuncia del 73enne riaccende quindi i riflettori su un fenomeno che, sebbene meno visibile rispetto ad altri reati, continua a rappresentare una violazione grave delle leggi e un danno concreto al patrimonio naturale. Allo stesso tempo, il salvataggio dei cardellini offre una nota positiva: quella di animali sottratti alla cattività e restituiti, almeno in prospettiva, al loro ambiente naturale.
Resta alta l’attenzione delle autorità, con controlli che proseguiranno anche nei prossimi mesi per contrastare ogni forma di illegalità legata alla fauna selvatica. Perché la tutela degli animali non è solo una questione etica, ma anche un dovere collettivo verso il territorio e le future generazioni.

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