È un anno di fuoco per il fronte repressivo nell'area nord di Napoli, dove gli agenti del Commissariato di Secondigliano, guidati dal vice questore aggiunto Tommaso Pintauro, stanno intensificando giorno dopo giorno le attività mirate al contrasto dello spaccio itinerante. Una linea dura che sta dando risultati importanti in un territorio segnato da decenni dalla presenza di piazze di droga radicate, come quella storica – più che trentennale – di via Monte Faito, da poco smantellata grazie a un’operazione accurata che ha messo fine a un sistema criminale che aveva preso forma e potere nel corso di intere generazioni. Dopo la chiusura di quel fortino dello spaccio, gli sforzi investigativi non si sono affatto allentati: i cosiddetti “fantasmi” del commissariato, come vengono chiamati dagli stessi residenti per la capacità di intervenire in modo rapido e imprevedibile, hanno esteso il loro raggio d’azione alla vicina San Pietro a Patierno, dove la pressione sulle piazze emergenti si fa ora più costante.
È proprio qui, lungo via Paternum, una delle strade più note per la presenza di movimenti sospetti legati al traffico di stupefacenti, che si è consumato l’ennesimo arresto dell’anno. Durante un servizio di osservazione predisposto per monitorare flussi e scambi sospetti, gli agenti hanno notato una scena inequivocabile: un giovane, poi identificato come il 21enne Alessandro Canciello, prelevava qualcosa dal retro di una saracinesca e lo consegnava rapidamente a una persona sopraggiunta, in cambio di una banconota. Una dinamica tipica delle consegne veloci che caratterizzano lo spaccio nei quartieri popolari, dove le piazze si adattano di continuo al controllo delle forze dell’ordine, reinventandosi tra portoni, cantine, retrobottega e nicchie nascoste dietro attività commerciali.
I poliziotti, dopo aver osservato la cessione, sono intervenuti in maniera fulminea, bloccando il giovane prima che potesse allontanarsi o allertare eventuali complici. Addosso a lui sono stati trovati 440 euro in contanti, suddivisi in banconote di vario taglio: una quantità compatibile con un’attività di spaccio già avviata da diverse ore e con un giro rapido di microvendite. Ma il vero cuore dell’operazione si trovava proprio dietro la saracinesca utilizzata dal 21enne: un nascondiglio studiato nei minimi dettagli per rendere difficile il ritrovamento della droga in caso di controlli improvvisi. Nel retro, fissato con una calamita al metallo, era stato collocato un cofanetto contenente una scorta consistente di stupefacente pronta per essere smerciata.
All’interno del contenitore, gli agenti hanno rinvenuto 21 stecche di hashish per un totale di circa 41 grammi, 5 ulteriori involucri della stessa sostanza del peso complessivo di 51 grammi, 26 bustine di marijuana pari a circa 25 grammi e 2 ulteriori involucri di marijuana per 17 grammi. Un assortimento che conferma il trend in costante crescita dello spaccio “multiformato”, organizzato per soddisfare le diverse fasce di consumatori della zona, che ormai chiedono dosi veloci e tipi di prodotti differenti. Gli spacciatori, consapevoli di queste dinamiche, si organizzano predisponendo dosi già confezionate che permettono scambi rapidi e difficili da notare a distanza.
La strategia adottata dal 21enne, come emerso dalle prime ricostruzioni, ricalca quella già vista in molte altre piazze della periferia nord: utilizzare una saracinesca o un pannello metallico come punto d’appoggio, sfruttando il retro per incastrare con magneti cofanetti o contenitori invisibili a un passaggio distratto. Un sistema tanto semplice quanto efficace, che negli ultimi anni si è diffuso proprio per sfuggire ai controlli tradizionali. Ma questa volta il metodo non è bastato a evitare l’arresto: gli agenti del VII Distretto, già da mesi impegnati nella mappatura degli spacci itineranti, avevano individuato via Paternum come possibile luogo di riattivazione della rete dopo le recenti pressioni in via Monte Faito e in altre aree limitrofe.
L’arresto di Alessandro Canciello rappresenta quindi un tassello importante nella lotta allo spaccio locale, ma soprattutto conferma una dinamica sempre più evidente: lo spaccio non scompare, si sposta. Si riorganizza, cambia strada, cambia nascondigli, cambia volti, ma resta radicato nelle zone dove maggiore è la vulnerabilità sociale e minori sono le opportunità economiche. È per questo che gli agenti del Commissariato di Secondigliano, giorno dopo giorno, continuano a intensificare la loro presenza non solo nelle strade note, ma anche nelle piccole traverse, negli anfratti, nei varchi dei palazzi popolari, negli spazi di confine tra un quartiere e l’altro. Ed è proprio nelle zone di confine – come tra Secondigliano e San Pietro a Patierno – che spesso si ricreano in modo spontaneo nuove piazze, approfittando dei movimenti quotidiani e della difficoltà, per le forze dell’ordine, di presidiare tutto contemporaneamente.
Questo ennesimo arresto, che arriva a poche settimane dalle operazioni che hanno interessato via Monte Faito e altre strade storicamente associate al traffico di droga, consolida il quadro di un inizio anno particolarmente incisivo dal punto di vista repressivo. Le autorità parlano di un contrasto sempre più capillare, mirato e dinamico, capace di adattarsi ai mutamenti delle organizzazioni di spaccio, che tentano costantemente di confondere le acque con un sistema di turnazioni, piccoli incarichi affidati a giovanissimi, scorte diffuse in più punti e micro-piazze che nascono e muoiono nel giro di poche settimane.
Sebbene il 21enne sia stato arrestato, resta evidente che via Paternum non è un caso isolato, ma uno dei tanti scenari dove continua una guerra silenziosa tra chi tenta di mantenere viva l’attività di spaccio e chi ogni giorno lavora per contrastarla. E la presenza sempre più determinata dei poliziotti di Secondigliano e San Pietro a Patierno dimostra che la linea intrapresa dal commissariato non ha intenzione di rallentare. Il materiale sequestrato e il denaro recuperato durante questa operazione testimoniano un giro attivo e remunerativo, che probabilmente si muoveva con sicurezza già da tempo.
Il provento di 440 euro trovato addosso al giovane indica infatti non una singola cessione, ma una serie di vendite effettuate in sequenza, probabilmente a ritmi costanti nel corso della giornata o nelle ore precedenti. Una prova del fatto che il nascondiglio magnetico dietro la saracinesca fosse solo uno dei tanti sistemi pensati per garantire continuità all’attività criminale, nonostante i frequenti controlli. Ma ancora una volta la rapidità degli agenti, unita a un lavoro di osservazione e pedinamento senza soluzione di continuità, ha permesso di anticipare le mosse degli spacciatori.
Il 21enne, dopo le formalità di rito, è stato tratto in arresto e messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Per la zona si tratta dell’ennesimo segnale che il presidio delle forze dell’ordine resterà costante e che via Paternum non sarà lasciata alla deriva come accaduto in passato in altre strade del quartiere. L'intervento degli agenti del VII Distretto rappresenta una risposta concreta alle richieste dei residenti, sempre più preoccupati dalle movimentazioni sospette e dalla presenza di giovani spacciatori a ogni ora del giorno.
La periferia nord di Napoli si trova ancora una volta al centro della cronaca nera, ma anche della cronaca giudiziaria, con un’azione repressiva che dimostra come il territorio continui a essere monitorato e controllato con continuità. L’arresto di Canciello arriva come una delle prime operazioni di spicco dell'anno, e non è escluso che nei prossimi giorni possano emergere ulteriori sviluppi, soprattutto se le indagini dovessero collegare il giovane a una rete più ampia, magari la stessa che operava nei pressi di via Monte Faito prima dello smantellamento della storica piazza.
Quello che è certo è che la battaglia contro lo spaccio nella periferia nord non si fermerà, e che il lavoro degli uomini del vice questore aggiunto Pintauro continuerà a incidere sulla mappa delle piazze attive. In un territorio in cui il controllo delle strade significa anche controllo della sicurezza, della vivibilità e della percezione stessa degli abitanti, ogni intervento, ogni arresto, ogni sequestro rappresenta un pezzo importante di una lotta quotidiana che non conosce pause.
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