Mattinata di forte tensione a Casavatore, dove l’ingresso dell’istituto comprensivo De Curtis si è trasformato in punto di ritrovo per decine di genitori in protesta. Il presidio, nato spontaneamente e alimentato dal passaparola nelle chat delle famiglie, ha preso forma all’alba, dopo che nelle ultime ore erano circolate notizie di presunti abusi ai danni di minori da parte di un collaboratore scolastico. Un’accusa grave, pesante, che ha fatto emergere timori, rabbia e richieste di spiegazioni da parte di una comunità che chiede certezze rapide e un segnale immediato dalla scuola e dalle istituzioni. L’atmosfera davanti all’istituto è rimasta tesa per tutta la mattinata, con gruppi di genitori che chiedevano a gran voce l’intervento dei vertici scolastici e la garanzia che la struttura resti un luogo sicuro per i propri figli.
A dare supporto ai familiari è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, spesso presente nelle mobilitazioni legate alla sicurezza di minori e cittadini nelle scuole e nei quartieri della provincia di Napoli. Con lui anche l’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia del piccolo Domenico Caliendo, noto per altre vicende che in passato hanno acceso l’attenzione dell’opinione pubblica. La loro presenza ha contribuito a mediare l’incontro richiesto dai genitori, permettendo alla delegazione di accedere ai locali della scuola per un confronto diretto con il dirigente scolastico. Una conversazione attesa e considerata indispensabile da tutte le famiglie coinvolte.
Durante il colloquio, il dirigente ha confermato ciò che fino a quel momento era stato oggetto di voci insistenti: l’esistenza di un’indagine ufficiale e l’allontanamento dall’istituto di un collaboratore scolastico sospettato di comportamenti che necessitano di approfondimenti accurati da parte dell’autorità giudiziaria. Il dirigente, pur mantenendo il massimo riserbo per non interferire con le indagini, ha invitato alla prudenza e ha ribadito la collaborazione piena della scuola con gli inquirenti. Nel frattempo, i Carabinieri hanno già acquisito le denunce presentate da più famiglie e stanno procedendo con le verifiche del caso.
All’uscita dall’istituto, il deputato Borrelli ha rilasciato dichiarazioni nette, spiegando di aver voluto sostenere direttamente i genitori in un momento di forte agitazione. Ha descritto la protesta come “sacrosanta”, spiegando che quando emergono sospetti di abusi sui minori non è possibile attendere in silenzio né lasciare che l’incertezza crei ulteriori paure. Ha ribadito più volte che la scuola deve rappresentare, insieme alla casa, il luogo più sicuro per ogni bambino e che episodi come quello di Casavatore impongono verifiche immediate, trasparenza e misure aggiuntive a tutela degli studenti e del personale che lavora onestamente.
Borrelli ha sottolineato anche la necessità di potenziare la videosorveglianza negli istituti scolastici, spiegando che le telecamere non sono strumenti di controllo invasivo, ma una garanzia di tutela reciproca. Ha precisato che nelle scuole italiane esistono già normative molto rigide, ma che i casi recenti mostrano quanto siano indispensabili strumenti capaci di fornire riscontri veloci e di ricostruire eventi potenzialmente critici in modo oggettivo. I genitori presenti al presidio hanno condiviso questa posizione, chiedendo investimenti concreti, soprattutto in un momento in cui tanti episodi avvenuti nel territorio napoletano hanno aumentato la sensibilità verso questi temi.
La vicenda di Casavatore richiama infatti alla memoria una serie di casi simili avvenuti tra il 2024 e il 2025 nella provincia di Napoli, episodi che avevano generato allarme e che in alcuni casi avevano portato a indagini approfondite, arresti e conferme giudiziarie di comportamenti gravemente scorretti nei confronti di minori. Le famiglie temono che la storia possa ripetersi e chiedono che questa volta non ci siano ritardi nelle verifiche e nelle procedure di accertamento. La priorità, affermano molti genitori, è evitare che i bambini possano essere esposti anche solo per un giorno a rischi che sarebbero inaccettabili.
Le indagini, coordinate dalla magistratura, sono nella loro fase iniziale e dovranno chiarire ogni aspetto della vicenda: se il sospettato abbia avuto comportamenti inappropriati, se ci siano testimonianze coerenti, quali siano i tempi e i luoghi dei presunti episodi e se esistano altre segnalazioni non ancora emerse. La prudenza resta fondamentale, perché al momento il quadro è ancora in fase di ricostruzione e solo l’autorità giudiziaria potrà stabilire fatti e responsabilità. Tuttavia, il clima che si respira a Casavatore riflette un bisogno urgente di rassicurazioni, di informazioni ufficiali e della certezza che nessun minore sia stato lasciato senza tutela.
Il presidio si è sciolto gradualmente nel corso della mattinata, ma i genitori hanno già annunciato che torneranno davanti alla scuola se non arriveranno a breve comunicazioni chiare o sviluppi da parte delle forze dell’ordine. La comunità, colpita prima dal sospetto e poi dall’incertezza, si aspetta ora risposte tempestive e interventi strutturali che possano impedire il ripetersi di situazioni simili in futuro. Nel frattempo, Casavatore vive ore di apprensione, mentre la scuola De Curtis, come altre in passato, diventa il simbolo di una questione più ampia: la necessità di investire seriamente nella sicurezza degli ambienti educativi e nella protezione dei bambini, affinché luoghi di crescita e formazione non diventino mai scenario di episodi che mettono in discussione la fiducia tra famiglie e istituzioni.

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