Il semaforo verde è finalmente arrivato: la nuova Metro Linea 10 Napoli–Afragola diventerà realtà, e il primo lotto dei lavori è ufficialmente pronto a partire. La data segnata in rosso è lunedì 30 marzo, quando nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo verrà firmato il contratto tra il presidente dell’EAV, Umberto De Gregorio, e il presidente del Consorzio Partenope 10 / Webuild, Guido Mennella. Un atto atteso da anni e che apre la strada a un progetto destinato a rivoluzionare i collegamenti tra Secondigliano, Casoria, Afragola e l’intera area Nord di Napoli grazie alla realizzazione del nuovo treno senza conducente, un’infrastruttura che promette di cambiare gli spostamenti quotidiani di migliaia di cittadini. L’annuncio arriva anche dal giornale online Fanpage, che conferma la portata di questo passo decisivo per la mobilità metropolitana.
Il primo lotto coprirà la tratta che collega piazza Di Vittorio, nel cuore di Secondigliano, fino al centro di Afragola. Si tratta di un percorso strategico non solo per migliorare la viabilità quotidiana, ma anche per ridisegnare l’idea stessa di trasporto nell’area Nord, integrando i quartieri popolosi con i poli principali del territorio. La linea, infatti, sarà dotata di sistemi automatizzati e treni senza conducente di ultima generazione, un salto tecnologico che porterà Napoli a livelli europei, con frequenze più regolari, sicurezza incrementata e tempi di percorrenza ridotti. L’obiettivo dichiarato è arrivare entro il 2027 allo scambio diretto con l’Aeroporto Internazionale di Capodichino grazie all’interconnessione con la Linea 1 proprio nella stazione di Secondigliano, trasformando la zona in un vero hub di interscambio.
Alla firma del contratto saranno presenti figure istituzionali di primo piano: il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, il presidente della Regione Campania Roberto Fico, l’assessore comunale alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Cosenza e il CEO di Webuild Pietro Salini. Una presenza massiccia che conferma la centralità dell’opera nel futuro dei trasporti regionali. Siamo ancora nella fase iniziale della progettazione esecutiva, ma la firma del contratto consentirà di avviare ufficialmente il cronoprogramma che sarà poi presentato in conferenza stampa. Si tratta, in sostanza, dell’ultimo passo necessario prima delle opere sul campo.
La linea entrerà in funzione inizialmente con tre stazioni completamente nuove: Di Vittorio a Secondigliano, Casoria e Afragola. Tre fermate che da sole rappresentano una rivoluzione per territori densamente popolati e tradizionalmente penalizzati nei collegamenti con il resto della città. I lavori dovrebbero durare circa cinque anni, e se il cronoprogramma verrà rispettato, la linea potrà essere operativa entro il 2030. Il costo del primo lotto è di 1,2 miliardi di euro, finanziati in extremis dopo che il 31 dicembre scorso scadeva il termine per l’utilizzo dei fondi. È stato infatti proprio il 29 dicembre che l’appalto è stato aggiudicato in via provvisoria alle due Rti guidate da Webuild e Caf, e oggi tutte le verifiche sono state completate, permettendo di procedere alla firma definitiva.
La Fase 1A del progetto coprirà 6,5 chilometri interamente sotterranei e prevede non solo la costruzione delle tre stazioni principali, ma anche la realizzazione strutturale – seppur parziale – di altre quattro fermate: Casavatore San Pietro, Casoria–Casavatore, Casoria–Afragola e Afragola Garibaldi. Queste ultime saranno completate in un secondo momento grazie alle opzioni già previste nel contratto, per un valore complessivo aggiuntivo di circa 1,9 miliardi. In totale, a regime, la Linea 10 sarà lunga quasi 13 chilometri, un tracciato che attraverserà i comuni di Afragola, Casoria, Casavatore e Napoli, creando un asse di mobilità moderna e veloce che collegherà periferie densamente abitate con le aree centrali e con la stazione dell’Alta Velocità di Afragola, uno dei punti più importanti per i collegamenti nazionali.
Le opzioni del progetto includono anche la realizzazione di ulteriori 7,3 chilometri di linea, il completamento delle quattro stazioni già iniziate nella prima fase e la costruzione di altre cinque fermate che completeranno il percorso verso il cuore di Napoli, fino a piazza Carlo III e piazza Principe Umberto. È prevista anche la costruzione di un grande parcheggio di interscambio a servizio della stazione AV di Afragola, una struttura che permetterà agli automobilisti di lasciare il veicolo e proseguire il viaggio in metro, riducendo traffico e tempi di percorrenza.
Secondigliano diventerà uno dei punti centrali dell’intera opera. La stazione Di Vittorio sarà il luogo dove avverrà lo scambio con la Linea 1 e dove migliaia di residenti potranno finalmente usufruire di una mobilità moderna e rapida, riducendo drasticamente i tempi di spostamento verso il centro città e verso l’aeroporto. L’impatto sul quartiere sarà enorme, sia in termini di qualità della vita sia per le ricadute economiche e urbanistiche: nuovi flussi, nuove opportunità commerciali, rivalutazione degli immobili e maggiore sicurezza grazie alla riqualificazione dell’area.
L’arrivo del treno senza conducente rappresenta non solo un cambiamento infrastrutturale, ma una vera trasformazione culturale. La tecnologia driverless permetterà partenza e arrivo automatizzati, una gestione intelligente dei flussi e un controllo centralizzato in grado di ridurre al minimo ritardi e interruzioni. Si tratta della stessa tecnologia utilizzata nelle metropolitane più moderne del mondo, da Copenhagen a Parigi, e la sua introduzione nell’area Nord di Napoli segna un salto in avanti che fino a pochi anni fa sembrava lontano.
Oggi, invece, è tutto pronto: i fondi ci sono, l’appalto è stato assegnato, la firma del contratto è fissata e i lavori stanno per cominciare. Ci vorranno anni e molta pazienza, come sempre accade per le grandi opere, ma la direzione è ormai tracciata. Napoli, Secondigliano, Casoria, Casavatore e Afragola stanno per essere legate da una nuova arteria sotterranea che cambierà la mobilità del territorio e, soprattutto, la vita quotidiana di chi quelle strade le percorre ogni giorno. E con la prospettiva del collegamento futuro alla stazione dell’Alta Velocità, l’intera area Nord si prepara a un salto infrastrutturale che potrebbe finalmente colmare un ritardo storico.
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