Secondigliano torna sotto i riflettori per una vasta operazione interforze che ha coinvolto Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Locale, ASL e tecnici dell’Enel, un intervento straordinario deciso dalla Questura di Napoli per affrontare l’emergenza sanitaria legata alla rapida diffusione del virus dell’Epatite A (HAV), che nelle ultime settimane ha registrato un aumento significativo di casi non solo in città ma anche in numerosi comuni della provincia e nel basso Lazio. Un servizio massiccio, finalizzato soprattutto al controllo delle attività alimentari ritenute maggiormente a rischio: in prima linea le pescherie di Secondigliano, finite nel mirino dopo le indagini che ipotizzano la possibile diffusione del virus tramite frutti di mare contaminati.
Gli agenti del Commissariato di Secondigliano, affiancati dal Reparto Prevenzione Crimine, dai Carabinieri, dalle unità specializzate della Polizia Locale – tra cui la Tutela Edilizia, l’Unità Operativa Secondigliano e i motociclisti – dai veterinari dell’ASL e dal personale dell’Enel, hanno passato al setaccio le principali attività del quartiere, concentrando l’attenzione soprattutto su tre pescherie. Le verifiche hanno portato al sequestro di oltre 270 chilogrammi di prodotti ittici privi dei requisiti minimi di legge: pesce e frutti di mare senza tracciabilità, senza certificazioni e, quindi, potenzialmente rischiosi in un momento in cui l’emergenza sanitaria impone massima cautela.
Il dato più allarmante riguarda proprio la tipologia dei prodotti sequestrati: molluschi e frutti di mare, già individuati dalla Procura di Napoli come possibili vettori dell’infezione. Le indagini in corso mirano infatti a capire se siano stati immessi sul mercato prodotti contaminati che avrebbero poi prodotto la diffusione del virus, con centinaia di contagi registrati tra Campania e Lazio, inclusi numerosi bambini curati negli ospedali Santobono di Napoli e Bambin Gesù di Roma. L’emergenza, seppur monitorata costantemente, resta seria, tanto che il Comune di Napoli ha emanato un’ordinanza per vietare il consumo di frutti di mare crudi, specificando che la vendita è consentita ma che la cottura elimina i rischi di contagio.
Il quadro che emerge dai controlli però va oltre la semplice irregolarità amministrativa. In una delle pescherie visitate, il titolare è stato denunciato per allaccio abusivo alla rete elettrica: un furto di energia che si aggiunge alle gravi carenze igienico-sanitarie riscontrate nella struttura. Una situazione definita dagli inquirenti “critica”, soprattutto alla luce dell’allerta virologica attualmente in corso. L’attività in questione è stata anche sanzionata per le condizioni igieniche ritenute del tutto inadeguate alla manipolazione e vendita di prodotti alimentari.
L’operazione, tuttavia, non ha interessato solo le pescherie. Quattro esercizi commerciali sono stati ispezionati e due di questi sanzionati per occupazione abusiva di suolo pubblico mediante esposizione della merce all’esterno, una pratica molto diffusa che oltre a ostruire il passaggio può comportare rischi ulteriori in termini di igiene e conservazione dei prodotti. Un altro esercizio è stato multato per l’assenza della SCIA commerciale e sanitaria: una mancanza grave, soprattutto in un contesto in cui ogni passaggio formale è indispensabile per garantire la sicurezza degli alimenti distribuiti alla popolazione.
Contemporaneamente alle verifiche commerciali, le forze dell’ordine hanno intensificato anche i controlli su strada: 60 persone identificate, di cui 26 con precedenti; 34 veicoli controllati; un’autovettura sequestrata per mancanza di copertura assicurativa; quattro violazioni del Codice della Strada contestate. Dati che confermano come l’intervento non sia stato circoscritto solo alla dimensione sanitaria, ma abbia riguardato un monitoraggio complessivo del territorio, con l’obiettivo di esercitare una presenza capillare in un quartiere che, soprattutto nei momenti di emergenza, richiede una forte e visibile azione di controllo.
La maxi operazione arriva in un momento particolarmente delicato. L’aumento dei casi di Epatite A in Campania ha richiamato l’attenzione delle autorità sanitarie e investigative, che stanno cercando di ricostruire la catena di trasmissione. Non si esclude che partite di frutti di mare contaminati possano essere state distribuite a diversi punti vendita della regione. Per questo la task force attivata dalla Questura ha deciso di non limitarsi ai controlli a campione, ma di mappare e verificare sistematicamente tutte le attività sensibili del territorio, con particolare attenzione ai mercati al dettaglio e alle attività di somministrazione.
Gli operatori impegnati nell’operazione riferiscono di aver trovato in alcuni casi condizioni igieniche al limite, conservazione non adeguata della merce, documentazione incompleta o totalmente assente, allacci abusivi e occupazioni abusive di suolo. Situazioni che, in un momento di emergenza sanitaria, assumono un peso ancora più rilevante e mostrano quanto sia indispensabile mantenere alta l’attenzione.
La giornata di controlli rappresenta solo una delle prime fasi del piano straordinario predisposto dalla Questura. Le verifiche, fanno sapere dal Dipartimento di Prevenzione, proseguiranno nei prossimi giorni con ulteriori blitz, non solo a Secondigliano ma anche nei quartieri limitrofi e nelle aree della città considerate a rischio. L’obiettivo è garantire la massima sicurezza alimentare e ridurre al minimo la possibilità che il virus continui a circolare attraverso prodotti contaminati.
Per Secondigliano, un quartiere che già in passato è stato spesso al centro di operazioni complesse e delicate, questo intervento rappresenta un’ulteriore dimostrazione di quanto sia importante mantenere alta la vigilanza. Le istituzioni, attraverso una collaborazione serrata tra forze dell’ordine, autorità sanitarie e organismi tecnici, hanno voluto inviare un messaggio chiaro: non saranno tollerate irregolarità che possano mettere a rischio la salute pubblica.
La sensazione, al termine dei controlli, è che questa operazione sia destinata a lasciare un segno profondo, non solo per l’impatto immediato ma anche per la consapevolezza che il territorio necessita di un monitoraggio costante e rigoroso. Secondigliano diventa così uno dei simboli della lotta contro l’emergenza Epatite A, un quartiere dove legalità, salute e sicurezza alimentare devono camminare insieme per tutelare i cittadini e prevenire nuove criticità.

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