Ancora tensione nell’area nord di Napoli. Un festino abusivo organizzato in una casa vacanza di Miano si è trasformato in una notte di caos, urla, colluttazioni e intervento delle forze dell’ordine conclusosi con un arresto e quattro poliziotti costretti a ricorrere alle cure mediche. L’episodio riaccende i riflettori sul fenomeno delle feste private improvvisate negli appartamenti e nelle strutture ricettive, spesso fonte di disagi per i residenti e, in alcuni casi, di situazioni ben più gravi.
Secondo la ricostruzione effettuata dagli agenti delle Volanti del commissariato di zona e dell’Ufficio prevenzione generale della Questura, tutto sarebbe iniziato con una regolare prenotazione effettuata nella mattinata da due giovani che avevano preso possesso dell’appartamento senza alcuna anomalia apparente. Nel pomeriggio i due sarebbero usciti per poi rientrare in tarda serata, aprendo successivamente la porta ad altri tredici coetanei, tra ragazzi e ragazze, quasi tutti maggiorenni. In totale quindici partecipanti per un festino che, con il passare delle ore, avrebbe assunto contorni ben diversi da una semplice riunione tra amici.
Non è chiaro se il gruppo fosse già fornito di alcolici e modiche quantità di sostanze stupefacenti, ma ciò che è certo è che la festa non è passata inosservata. Urla, musica e schiamazzi hanno rapidamente invaso l’intero stabile, disturbando la quiete dei condomini che, esasperati, hanno deciso di contattare la polizia. Nel frattempo anche il proprietario della struttura ricettiva si è precipitato sul posto per verificare quanto stesse accadendo all’interno dell’appartamento affittato poche ore prima.
All’arrivo degli agenti l’atmosfera era tutt’altro che distesa. I poliziotti sono entrati nei locali insieme al titolare della casa vacanza per procedere ai controlli del caso e riportare la calma. L’ingresso delle divise non è stato accolto con favore da tutti i presenti. In particolare, un 22enne incensurato avrebbe reagito in maniera violenta nel momento in cui si è sentito scoperto mentre tentava di liberarsi di una modica quantità di stupefacente. Il giovane, infatti, avrebbe lanciato uno spinello e una bustina di marijuana in una piantina sul balcone, gesto notato dagli agenti che si apprestavano a identificarlo.
Secondo quanto emerso, per il possesso di quella quantità di droga il 22enne non sarebbe stato arrestato ma semplicemente segnalato alla Prefettura per le sanzioni amministrative previste per i consumatori. Tuttavia, immaginando conseguenze ben più pesanti, il ragazzo avrebbe perso il controllo, iniziando prima a inveire verbalmente contro i poliziotti e poi passando all’aggressione fisica. Da lì sarebbe nata una colluttazione violenta durante la quale quattro agenti, tra cui una donna, hanno riportato contusioni e traumi nel tentativo di bloccarlo.
La situazione, degenerata in pochi istanti, ha richiesto l’intervento deciso degli operatori per immobilizzare il giovane e mettere fine alla resistenza. Per lui sono scattate le manette con accuse pesanti: lesioni personali aggravate, minacce, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Una escalation che ha trasformato un semplice controllo in un episodio giudiziario destinato a segnare profondamente il suo futuro.
Dopo l’arresto, la tensione è progressivamente rientrata. Tutti i quindici partecipanti al festino sono stati identificati e, ad eccezione del 22enne, per nessuno di loro sono previste conseguenze penali. Partecipare a una festa privata, infatti, non costituisce reato di per sé, ma la situazione si complica quando si verificano condotte illecite o comportamenti violenti nei confronti delle forze dell’ordine. La struttura ricettiva, secondo quanto accertato, risultava in regola dal punto di vista amministrativo e non avrebbe responsabilità dirette rispetto ai fatti accaduti.
Per i quattro poliziotti intervenuti sono state necessarie cure mediche presso l’ospedale dei Pellegrini, dove sono stati medicati per contusioni varie e, in un caso, per una distorsione al polso sinistro. Fortunatamente le condizioni non destano preoccupazione: tutti sono stati dimessi e guariranno in pochi giorni, pronti a tornare in servizio. Resta però l’amarezza per un intervento nato per ristabilire la quiete pubblica e sfociato in un’aggressione che poteva avere conseguenze ben più gravi.
L’episodio di Miano riporta al centro dell’attenzione il tema dei controlli nelle case vacanza e delle feste organizzate senza adeguate misure di sicurezza e rispetto del vicinato. In quartieri densamente popolati, dove la convivenza civile si regge su equilibri delicati, anche una serata fuori controllo può trasformarsi in un problema serio per l’ordine pubblico. Le forze dell’ordine continuano a monitorare il territorio per prevenire situazioni analoghe, mentre cresce la richiesta dei residenti di maggiori controlli e interventi tempestivi.
Ancora una volta, dunque, la cronaca racconta di una notte di eccessi che poteva concludersi con una semplice identificazione amministrativa e che invece si è trasformata in un arresto e in quattro divise finite al pronto soccorso. Un episodio che lascia una lezione chiara: perdere il controllo davanti alle forze dell’ordine non fa che aggravare una posizione che, in partenza, avrebbe avuto conseguenze decisamente più lievi.
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