In un tempo in cui le librerie di quartiere diventano sempre più rare e gli scaffali pieni di libri da sfogliare sembrano cedere il passo agli acquisti online e alla fruizione digitale, Miano torna finalmente ad avere un presidio culturale importante. Ieri ha infatti aperto una nuova libreria Giunti all’interno del centro commerciale La Birreria, lo stesso luogo che quattro anni fa aveva visto la chiusura della libreria Mondadori, allora ultima realtà del territorio. Una ferita ancora viva nella memoria collettiva di tanti cittadini, associazioni e famiglie che avevano vissuto quella serranda abbassata non come una semplice perdita commerciale, ma come la fine di uno spazio di incontro, crescita e condivisione culturale.
La chiusura della Mondadori, all’epoca, aveva suscitato profonda amarezza nel quartiere e nei territori limitrofi. Tra Miano, Secondigliano e San Pietro a Patierno, un’area che conta circa 90mila abitanti, l’assenza di librerie era diventata un simbolo evidente di un impoverimento culturale che colpiva soprattutto i più giovani. Non a caso, diverse associazioni civiche avevano alzato la voce, lanciando appelli pubblici e chiedendo a qualche imprenditore coraggioso di scommettere di nuovo su questo territorio, nonostante il calo generalizzato dell’abitudine alla lettura, soprattutto tra le nuove generazioni. Oggi, a distanza di quattro anni, quella richiesta sembra finalmente aver trovato una risposta concreta.
La scelta di Giunti, uno dei nomi più importanti dell’editoria italiana, di aprire una libreria proprio a Miano, e per di più nello stesso centro commerciale che aveva ospitato la Mondadori, assume un valore che va ben oltre il dato economico. È un segnale di fiducia verso un quartiere spesso raccontato solo attraverso le sue difficoltà e raramente per le sue potenzialità. Un segnale che restituisce dignità culturale a un territorio vasto e popoloso, costretto per anni a rivolgersi al centro di Napoli per acquistare un libro, per il semplice piacere di sfogliarlo prima di comprarlo, di consigliarsi con un libraio, di vivere l’esperienza fisica e sensoriale della lettura.
Non è un caso che l’apertura della libreria Giunti sia stata accolta con favore e soddisfazione da molti cittadini e rappresentanti istituzionali. Tra questi, Pasquale Esposito, presidente della commissione Sicurezza del Comune di Napoli, che ha sottolineato il valore civile e simbolico dell’iniziativa. «Accolgo con sincero favore l’apertura di una nuova libreria nel quartiere di Miano – ha dichiarato – È una notizia che va oltre il dato commerciale e assume un valore profondamente culturale e civile. Alcuni anni fa la comunità visse con grande dispiacere la chiusura di una libreria: non fu soltanto la perdita di un esercizio, ma di un luogo di pensiero e di crescita. Le librerie sono presìdi culturali, spazi che alimentano curiosità e consapevolezza. Per questo questa nuova apertura rappresenta un segnale importante, un atto di fiducia nel territorio».
Parole che fotografano bene il significato di questa apertura. In quartieri come Miano, Secondigliano e San Pietro a Patierno, spesso segnati da carenze strutturali e da una narrazione pubblica sbilanciata sulle emergenze, la presenza di una libreria assume un ruolo quasi politico nel senso più alto del termine: quello di offrire alternative, stimoli, possibilità. Un luogo dove i bambini possono avvicinarsi ai libri, dove i ragazzi possono scoprire storie diverse dalle proprie, dove gli adulti possono ritrovare il tempo e il piacere della lettura come forma di libertà personale.
Il ritorno di una libreria nel centro commerciale La Birreria ha anche un valore simbolico forte, perché colma un vuoto rimasto aperto troppo a lungo. Per anni, chi voleva acquistare un libro in zona era costretto a spostarsi di diversi chilometri, affrontando traffico e disagi, rinunciando spesso a quell’esperienza lenta e concreta che solo una libreria fisica può offrire. La possibilità di sfogliare, confrontare, lasciarsi incuriosire da una copertina o da un titolo resta un gesto semplice ma fondamentale, soprattutto in un’epoca dominata dalla velocità e dall’algoritmo.
L’apertura della Giunti a Miano non risolve certo da sola il problema della disaffezione alla lettura, né le difficoltà culturali di un’area vasta e complessa. Ma rappresenta un punto di partenza, un seme piantato in un terreno che, nonostante tutto, continua a dimostrare di avere fame di normalità, cultura e bellezza. È anche una sfida, perché investire in una libreria oggi significa credere che esista ancora una comunità disposta a scegliere i libri, a frequentare questi spazi, a farli vivere.
In un territorio di 90mila abitanti con pochissime librerie, ogni nuova apertura conta. Conta per i giovani che possono crescere circondati da storie e idee, conta per le famiglie che ritrovano un luogo educativo e accogliente, conta per l’intera area nord di Napoli, che troppo spesso viene privata di occasioni positive e simboliche. La libreria Giunti a Miano è, in questo senso, molto più di un negozio: è un segnale di resistenza culturale, una piccola ma significativa vittoria per chi continua a credere che leggere sia ancora un atto rivoluzionario.

Posta un commento
0Commenti