Un furto di ingenti proporzioni ha scosso nelle ultime Secondigliano, colpendo duramente una realtà produttiva del territorio. Nel mirino dei ladri è finita la Rosito Group srl, impresa con sede in via Cassano, all’interno di un capannone industriale situato al civico 302. A riportare la notizia è Internapoli.it. Secondo una prima stima, il danno economico subito dall’azienda supererebbe i 100mila euro, una cifra pesantissima che rischia di avere ripercussioni significative sull’attività quotidiana della società.
Il colpo sarebbe stato messo a segno nelle ultime ore, con modalità che fanno pensare a un’azione studiata nei minimi dettagli. I malviventi sono riusciti a introdursi all’interno del capannone industriale aggirando tutti i sistemi di sicurezza presenti, un elemento che desta particolare preoccupazione sia per l’azienda colpita sia per l’intero tessuto produttivo della zona. Dal deposito sono state sottratte numerose attrezzature da lavoro, fondamentali per lo svolgimento delle attività aziendali, oltre a due furgoni aziendali e due computer iMac, strumenti essenziali per la gestione operativa e amministrativa dell’impresa.
Le prime ricostruzioni evidenziano come il furto non sia stato improvvisato. Al contrario, tutto lascia pensare a un’azione portata a termine da persone con una conoscenza approfondita della struttura e dei suoi sistemi di protezione. I responsabili, infatti, avrebbero utilizzato un telecomando per il cancello automatico, una chiave speciale per l’apertura delle serrande e persino una chiavetta RDI per la disattivazione dell’impianto di allarme. Dettagli tecnici che difficilmente possono essere frutto del caso e che alimentano l’ipotesi di un colpo pianificato con cura, forse con informazioni raccolte in precedenza.
Sul posto sono immediatamente intervenute le forze dell’ordine. La Polizia Scientifica ha effettuato rilievi accurati sia all’interno che all’esterno del capannone industriale, alla ricerca di tracce utili per risalire all’identità dei responsabili. Gli investigatori stanno analizzando ogni elemento disponibile, comprese eventuali impronte, segni di effrazione e qualsiasi altro dettaglio possa fornire indicazioni decisive per le indagini. Parallelamente, sono in corso accertamenti sui sistemi di videosorveglianza presenti nella zona, con l’obiettivo di individuare immagini o movimenti sospetti che possano aver ripreso le fasi del furto o la fuga dei ladri.
L’episodio ha suscitato forte allarme e preoccupazione a Secondigliano, soprattutto tra gli imprenditori e i titolari delle attività produttive e artigianali presenti nell’area. Il furto alla Rosito Group srl riaccende infatti il dibattito sulla sicurezza delle zone industriali della città di Napoli, spesso esposte a colpi mirati che mettono in ginocchio aziende già alle prese con difficoltà economiche e gestionali. Per molte imprese, la perdita di mezzi di lavoro e attrezzature rappresenta non solo un danno economico immediato, ma anche un rischio concreto per la continuità delle attività e per i livelli occupazionali.
Via Cassano e l’intero quadrante di Secondigliano ospitano numerose realtà produttive che costituiscono un presidio economico fondamentale per il territorio. Episodi come questo alimentano un senso di insicurezza diffuso e la richiesta di maggiori controlli, soprattutto nelle ore notturne, quando i capannoni industriali diventano più vulnerabili. In molti chiedono un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e un potenziamento dei sistemi di prevenzione, anche attraverso una maggiore collaborazione tra istituzioni, imprenditori e residenti.
Le indagini sul maxi furto proseguono senza sosta. Gli inquirenti stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e individuare eventuali responsabilità, nella speranza di recuperare la refurtiva e restituire all’azienda quanto sottratto. Intanto, a Secondigliano resta l’amarezza per un colpo che colpisce non solo una singola impresa, ma l’intera comunità produttiva del quartiere, già messa a dura prova da anni di difficoltà e dalla costante necessità di difendere il lavoro onesto da criminalità e illegalità.
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