Secondigliano ha pianto la scomparsa di Gaetano Amato, storico commerciante del quartiere, uomo stimato, marito, padre e nonno esemplare. Dopo una lunga e devastante malattia, affrontata con dignità e forza fino all’ultimo, Gaetano Amato si è spento lasciando un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma nell’intera comunità dell’area nord di Napoli, che per decenni lo ha conosciuto, apprezzato e rispettato.
La notizia della sua morte si è diffusa rapidamente tra Secondigliano, Miano e i quartieri limitrofi, suscitando un’ondata di commozione e cordoglio. Per molti, Gaetano Amato non era soltanto un commerciante, ma un punto di riferimento umano e professionale, uno di quei volti familiari che hanno fatto la storia del quartiere, quando ogni negozio era un presidio sociale e ogni bottega raccontava una storia.
Gaetano Amato era noto soprattutto per la sua attività commerciale, una profumeria storica che per anni ha rappresentato un punto fermo per generazioni di clienti. Un luogo che non era solo commercio, ma relazione, fiducia, conoscenza reciproca. In un’epoca in cui il negozio di quartiere era anche un luogo di incontro, Amato incarnava perfettamente lo spirito del commerciante di una volta: serio, affidabile, sempre disponibile. Accanto al lavoro, c’era la famiglia, centro assoluto della sua vita. Lascia la moglie Angela, i figli Francesco e Mario, le nuore Manuela e Chiara e le amate nipoti Marta e Giordana. A loro è arrivato, in queste ore, l’abbraccio silenzioso ma fortissimo di un intero quartiere.
I funerali si sono svolti oggi presso la Chiesa dei Fiorentini, in piazza degli Artisti al Vomero, in un clima di profonda partecipazione e raccoglimento. Tante le persone presenti, a testimonianza dell’affetto e della stima che Gaetano Amato aveva saputo costruire negli anni. Parlare di Gaetano Amato significa raccontare una Secondigliano diversa, fatta di rapporti umani, rispetto, sacrificio e lavoro quotidiano. Era considerato da tutti un pilastro della comunità, uno di quei commercianti che hanno contribuito a dare identità al quartiere, quando il Corso e le sue traverse erano il cuore pulsante della vita sociale ed economica.
Con la sua scomparsa, molti hanno sottolineato come se ne vada “un uomo di altri tempi”, uno di quelli che oggi sembrano sempre più rari. Un uomo che non aveva bisogno di apparire, perché parlavano per lui i fatti, la correttezza, la serietà con cui ha sempre condotto la sua attività e la sua vita. Sono tantissimi i messaggi di affetto arrivati alla famiglia, sia in forma privata che pubblica. Commenti carichi di emozione, ricordi, riconoscenza. C’è chi lo ricorda come un gran lavoratore, chi come una persona perbene, chi come un commerciante stimato e corretto, con cui era un piacere avere rapporti professionali.
Molti raccontano di essere stati suoi clienti per decenni, altri di aver lavorato con lui per venti o trent’anni, altri ancora di aver condiviso vicinanza di casa e quotidianità. Tutti, indistintamente, parlano di una persona straordinaria, di una famiglia rispettata, di un uomo che ha lasciato un segno profondo. C’è chi scrive che “con lui se ne va un pezzo di cuore”, chi ricorda la Secondigliano di una volta, quella in cui ogni negozio era una garanzia e ogni commerciante una storia da raccontare. Parole semplici, ma potentissime, che restituiscono l’immagine di ciò che Gaetano Amato ha rappresentato.
La morte di Gaetano Amato non è solo un lutto familiare, ma una perdita collettiva. È il simbolo di un passaggio di testimone, di un’epoca che lentamente si allontana, ma che continua a vivere nel ricordo di chi l’ha vissuta. La sua eredità non è fatta solo di un’attività commerciale, ma di valori: lavoro, rispetto, dignità, amore per la famiglia e per il proprio quartiere. Secondigliano oggi si stringe attorno ai suoi cari con affetto sincero, consapevole che certe persone non si dimenticano. Restano nei gesti, nei ricordi, nelle parole sussurrate con nostalgia davanti a una saracinesca abbassata o lungo il Corso, dove un tempo il suo nome era sinonimo di fiducia.

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