A Secondigliano cresce il senso di abbandono tra i residenti del Rione Berlingieri, in particolare nella zona compresa tra via Monte Faito e via dello Stelvio, dove una situazione di degrado si trascina ormai da anni nel più totale silenzio delle istituzioni. A denunciare il problema è stata una cittadina che, tramite una segnalazione inviata al sito de Il Mattino, ha voluto portare all’attenzione pubblica una condizione non più tollerabile, descrivendo con precisione ciò che ogni giorno i residenti sono costretti a vedere affacciandosi dalle finestre o semplicemente camminando sotto casa. Secondo la sua testimonianza, gli alberi presenti lungo le strade avrebbero raggiunto altezze di circa venti metri senza che negli ultimi anni sia mai stato effettuato un intervento di potatura, con rami che ormai invadono balconi e finestre, causando non solo disagio ma anche un potenziale pericolo per l’incolumità delle persone in caso di caduta. La vegetazione incontrollata, oltre a rappresentare un rischio concreto in caso di vento forte o pioggia, oscurerebbe completamente la luce del sole, costringendo molti abitanti ad accendere le lampade anche in pieno giorno con un conseguente aumento delle spese energetiche.
Non meno grave è lo stato delle aiuole pubbliche, che secondo quanto riportato dalla cittadina sarebbero diventate vere e proprie cloache a cielo aperto, luoghi in cui l’incuria ha lasciato spazio alla proliferazione di ratti e altri animali infestanti. Quella che dovrebbe essere un’area verde di quartiere, curata e mantenuta per offrire un minimo di decoro urbano e vivibilità, si è trasformata nel tempo in una discarica indisturbata, senza che nessuno provveda alla pulizia o alla manutenzione ordinaria. Una condizione che non riguarda un singolo punto, ma un intero tratto di strada, lasciando intendere che non si tratti di un episodio isolato bensì di un problema strutturale legato all’assenza di controlli e interventi da parte degli enti preposti. La residente afferma inoltre di aver più volte contattato il Comune e di essersi persino recata di persona presso il Municipio di Secondigliano per segnalare la situazione, ma nonostante i numerosi solleciti nulla sarebbe cambiato.
Queste parole descrivono perfettamente il senso di impotenza vissuto da tanti cittadini che, pur amando la propria città e impegnandosi per mantenerla dignitosa, si scontrano quotidianamente con la lentezza della burocrazia o, peggio, con la totale indifferenza delle istituzioni. La sensazione diffusa è che solo con un clamore pubblico si possa sperare in una risposta concreta. Proprio per questo la residente ha deciso di appellarsi non solo al Comune, ma anche alla comunità locale, chiedendo visibilità e sostegno affinché qualcuno si attivi per restituire decoro a un’area che merita attenzione e rispetto tanto quanto le altre zone della città. Perché non è accettabile che per ottenere una semplice potatura o una pulizia straordinaria si debba ricorrere ai giornali o ai social, come se il diritto alla vivibilità fosse un privilegio da conquistare e non un servizio garantito a tutti.
Non si tratta solo di estetica o di ordine urbano, ma di sicurezza, igiene e qualità della vita. Alberi alti venti metri senza controllo possono rappresentare un pericolo in caso di maltempo, cadendo su auto, passanti o abitazioni. Le aiuole lasciate all’incuria diventano focolai di malattie e disagio per chi abita nei dintorni. Lasciare che la situazione peggiori significa alimentare un circolo vizioso in cui il degrado genera ulteriore degrado, perché laddove lo Stato arretra, purtroppo, c’è chi si sente autorizzato a comportarsi peggio, convinto che tutto sia concesso dove nulla è sorvegliato. Per questo la voce dei cittadini non va ignorata. Al contrario, dovrebbe essere accolta come un atto d’amore nei confronti del territorio, perché chi denuncia non lo fa per lamentarsi ma perché desidera un cambiamento.
Secondigliano è un quartiere che negli anni ha saputo rialzarsi da tante difficoltà e che continua a dimostrare una forte identità comunitaria. Proprio per questo è doveroso che le istituzioni rispondano a richieste legittime e urgenti come questa, dimostrando che anche le periferie meritano attenzione e che non esistono zone di serie A e zone di serie B. Ascoltare i cittadini significa costruire fiducia, migliorare la convivenza e dare un segnale concreto che lo Stato c’è e interviene dove necessario. E allora l’appello è semplice: che chi di dovere si rechi in via Monte Faito e via dello Stelvio, che verifichi di persona lo stato delle aiuole e la pericolosità degli alberi, che programmi un intervento di manutenzione e che restituisca a quel pezzo di Secondigliano il decoro che merita.

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