La corsa contro il tempo per consegnare nuove infrastrutture del trasporto pubblico a Napoli si gioca anche a Secondigliano, dove la Linea 1 e la Linea 7 della metropolitana sono al centro di un piano serrato che punta a rendere operative diverse opere entro la Coppa America. Un obiettivo ambizioso, che coinvolge Eav, Metropolitana Spa, la Regione Campania e il Comune di Napoli, e che si inserisce in una più ampia strategia di rilancio del sistema su ferro della città. L’occasione per fare il punto della situazione è stata l’inaugurazione della stazione Monte Sant’Angelo della Linea 7, realizzata da Webuild e firmata dall’artista Anish Kapoor, la prima del suo genere. Un progetto che non è solo funzionale ma anche culturale, perché trasforma il trasporto urbano in un’esperienza artistica e simbolica, con riferimenti ai paesaggi danteschi e virgiliani. L’opera è pronta, ma sarà attiva tra circa un mese, in attesa del via libera di Ansfisa, e servirà migliaia di studenti e lavoratori dell’università Federico II, come ricordato dal rettore Matteo Lorito.
La Linea 7 rappresenta uno degli assi portanti del futuro del trasporto urbano: l’investimento complessivo supera i 900 milioni di euro e l’obiettivo è congiungere Monte Sant’Angelo a Mostra, con interscambio diretto con la Linea 6 e la Cumana. Ad oggi i costi sostenuti ammontano a circa 140 milioni, ma per completare l’intero progetto serviranno ulteriori 500 milioni oltre ai 400 già stanziati. Entro il 2027 sarà aperta la stazione di Parco San Paolo, già in fase avanzata di realizzazione, mentre per la fermata di Terracina occorrerà almeno un anno in più. Intanto Eav ha già acquistato 15 nuovi convogli Et 500, con tre ulteriori treni in arrivo, e ne serviranno ancora quattro o cinque per garantire il servizio completo. Il progetto non è soltanto ingegneristico ma anche artistico e culturale: Kapoor ha ringraziato chi lo ha sostenuto e ha definito la sua stazione “un viaggio iniziatico nelle viscere di Napoli”, sottolineando il legame profondo che sente con la città.
Se la Linea 7 è un cantiere in espansione, la Linea 1 è invece la colonna portante della mobilità napoletana e oggi rappresenta una sfida cruciale soprattutto per Napoli Nord e Secondigliano. L’impegno economico è enorme: 817 milioni di euro destinati alla realizzazione di nuove stazioni e al completamento dei lavori in corso. Le fermate previste nel tratto che interessa la zona sono tre: Di Vittorio, Miano e Regina Margherita. Le ultime due sono praticamente pronte, con un livello di completamento stimato intorno al 90%, e secondo Eav saranno inaugurate entro 24 mesi, in tempo per la Coppa America. L’apertura di Miano è ormai imminente, mentre quella di Secondigliano è prevista entro il 2026. Per Di Vittorio, invece, servirà più tempo. Anche la stazione di Melito è ormai pronta e basterà procedere con l’inaugurazione. Si tratta di un tracciato fondamentale, che permetterà a chi arriva a Capodichino di proseguire comodamente fino a Piscinola, ridisegnando la mobilità di tutta l’area settentrionale della città.
Il presidente di Metropolitana Spa, Paolo Carbone, ha confermato che lo stesso sprint e le stesse scadenze valgono anche per la cosiddetta “chiusura dell’anello”, un nodo cruciale che attende da anni. Per completarlo sarà necessario il via libera del Comune per la navetta a Poggioreale, una questione ancora in discussione, ma che dovrà trovare soluzione rapida per rispettare i tempi. La stazione di Capodichino è già pronta, ma serviranno le autorizzazioni per collegarla con la navetta prima della conclusione dei lavori a Poggioreale. Parallelamente si guarda al futuro con la Linea 10, per la quale è stato pubblicato il bando di gara che dovrebbe chiudersi entro la fine del 2025. L’obiettivo è collegare la stazione AV di Afragola con piazza Carlo III, con una disponibilità di 1,2 miliardi sui 3,1 necessari per portare il tracciato fino al centro di Napoli.
Durante l’inaugurazione, il governatore uscente Vincenzo De Luca ha sottolineato come siano in arrivo oltre 3 miliardi di investimenti per Napoli, di cui un miliardo solo per la nuova sede della Regione a piazza Garibaldi, il parco di via Ferraris e l’interramento del binario a Porta Nolana. Un altro miliardo è destinato alla progettazione di una seconda linea della Tangenziale, diretta nella zona ospedaliera per ridurre il traffico urbano. Ulteriori fondi sono già stati allocati per il collegamento ferroviario tra la stazione centrale e Afragola. De Luca ha ricordato che si tratta di opere destinate a restare nei decenni, capaci di incidere realmente sulla struttura della città, migliorando la qualità dei servizi e la mobilità, e non soltanto eventi celebrativi che rischiano di restare senza seguito.
Secondigliano, in particolare, attende con ansia il completamento delle stazioni che la collegheranno in maniera più rapida ed efficiente al resto della città. Il nuovo assetto della Linea 1 potrà segnare una svolta per i quartieri dell’area nord, che da anni attendono infrastrutture adeguate per sostenere una popolazione numerosa e in crescita. L’apertura della fermata di Secondigliano, prevista entro il 2026, rappresenta un passaggio decisivo non solo per i residenti ma per l’intera area metropolitana, che potrà contare su un nodo strategico. Lo stesso vale per Miano e Melito, che diventeranno punti chiave del sistema.
Il percorso verso la modernizzazione del trasporto pubblico a Napoli passa dunque anche per Secondigliano e per i quartieri limitrofi, che si preparano a vivere una trasformazione storica. La Coppa America diventa così un traguardo simbolico, ma l’obiettivo reale è quello di consegnare infrastrutture durature, capaci di cambiare radicalmente la mobilità e migliorare la qualità della vita di migliaia di cittadini. Perché la sfida non è solo rispettare le scadenze, ma rendere Napoli una città finalmente all’altezza delle grandi capitali europee anche sul piano dei trasporti.

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