Nella scorsa notte, intorno alle 3.40, il Quadrivio di Secondigliano è stato teatro di un gravissimo incidente stradale che ha sconvolto l’intero quartiere. Una ragazza di soli diciassette anni, mentre percorreva la strada a bordo del suo scooter, è stata improvvisamente travolta da un’auto pirata. Il conducente, senza fermarsi e senza prestare soccorso, ha proseguito la sua corsa lasciando la giovane sull’asfalto in condizioni critiche. Un gesto che ha indignato e ferito ancora una volta la coscienza collettiva, perché dietro un simile comportamento non c’è solo la violazione del codice della strada, ma soprattutto la mancanza di umanità.
I sanitari del 118, giunti immediatamente sul posto dopo la segnalazione, hanno prestato le prime cure alla ragazza che appariva da subito in condizioni gravissime. Trasportata in codice rosso all’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli, è stata ricoverata in prognosi riservata. I medici stanno facendo di tutto per stabilizzarla e ridurre le conseguenze dell’impatto, ma la prognosi resta al momento incerta. La notizia ha rapidamente fatto il giro del quartiere e l’apprensione cresce di ora in ora: amici, parenti e residenti sperano con ansia in un miglioramento delle condizioni della diciassettenne.
Il pirata della strada, che si è dato alla fuga senza fermarsi a prestare soccorso, è ora ricercato dalle forze dell’ordine. La Polizia Locale sta acquisendo testimonianze e verificando le immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona per ricostruire la dinamica dell’incidente e identificare il responsabile. In casi come questo il tempo è fondamentale, perché la rapidità delle indagini può portare a raccogliere elementi preziosi prima che eventuali prove vadano perdute.
Purtroppo, questo non è un episodio isolato. Il bilancio delle ultime quarantotto ore è drammatico: si contano ventuno incidenti stradali con feriti gravi nell’area metropolitana di Napoli. Una cifra che fa riflettere e che evidenzia quanto la questione della sicurezza stradale stia assumendo proporzioni inaccettabili. Non si tratta soltanto di distrazione alla guida o di un eccesso di velocità, ma di un vero e proprio fenomeno che unisce incoscienza, irresponsabilità e, troppo spesso, fuga dopo l’investimento.
Basta guardare alla cronaca degli ultimi mesi per comprendere quanto la situazione sia preoccupante. Pochi giorni fa, sempre a Secondigliano, un agente della Polizia Locale era rimasto ferito mentre regolava il traffico ed era stato investito da un’auto che non aveva rispettato le indicazioni. Ancora prima, in via Padre Cosimo Luciano, una donna anziana e sua figlia erano state investite sulle strisce pedonali mentre attraversavano, riportando gravi ferite. Anche in quel caso la comunità si era stretta intorno alle vittime e aveva chiesto interventi concreti per la sicurezza degli attraversamenti.
Episodi simili non riguardano soltanto Secondigliano. Poche settimane fa a Casavatore una giovane era rimasta ferita in un incidente causato da guida spericolata, mentre ad Arzano si era registrato un investimento con fuga del conducente che aveva destato enorme sdegno. A Miano, invece, si era verificato un sinistro con due scooter che si erano scontrati frontalmente, lasciando a terra ragazzi giovanissimi. Tutti casi che, messi insieme, disegnano un quadro allarmante, dove a farne le spese sono soprattutto i più deboli: minori, anziani e pedoni.
Il Quadrivio di Secondigliano, in particolare, è un punto nevralgico del traffico cittadino, un incrocio che ogni giorno vede passare migliaia di veicoli. La conformazione della strada, unita all’intenso flusso di auto e scooter, lo rende da tempo una delle aree più critiche del quartiere. I residenti da anni segnalano la necessità di interventi strutturali, come attraversamenti pedonali protetti, rallentatori e controlli più serrati da parte delle forze dell’ordine, soprattutto nelle ore notturne, quando troppo spesso le strade diventano piste di velocità incontrollata.
Il caso della ragazza investita nella notte porta ancora una volta alla luce un problema che non può più essere ignorato. La mancanza di rispetto delle regole della strada, unita alla totale assenza di senso civico di chi fugge dopo un incidente, rappresenta una minaccia quotidiana per chi vive e attraversa queste zone. La comunità locale chiede giustizia per la giovane e pretende maggiore sicurezza, perché non si può continuare ad assistere a tragedie annunciate senza che vengano prese misure concrete.
Adesso l’attesa è tutta per le condizioni della ragazza ricoverata al Cardarelli e per l’esito delle indagini che dovrebbero portare all’individuazione del pirata della strada. Nel frattempo, resta forte la rabbia e la paura di chi vive quotidianamente in quartieri dove attraversare la strada o muoversi in scooter può trasformarsi, da un momento all’altro, in una trappola mortale. La speranza è che questo ennesimo episodio drammatico non resti soltanto una notizia di cronaca, ma diventi finalmente un punto di svolta per affrontare con serietà l’emergenza sicurezza stradale che colpisce Napoli e la sua provincia.
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