Un tempo, la Festa del Gesù animava la zona di piazza Zanardelli, nel cuore del nostro quartiere. Le celebrazioni si sono tenute almeno fino al terremoto del 1980 e si svolgevano nelle vicinanze dell'antica pizzeria Suppella, dove oggi si erge un crocifisso.
Per l'occasione, l'area nota anche con l'appellativo di Miezo all'Arco prendeva vita con l'installazione di due pentoloni enormi al centro del palazzo: uno contenente olio e l'altro acqua. Qui venivano preparati i vermicelli conditi con aglio, olio e peperoncino, creando un profumo delizioso che avvolgeva l'intera area. Ma la festa non si limitava solo a godersi un buon piatto di pasta.
Un elemento distintivo di questa tradizione era la competizione nella quale venivano spaccate pentole di terracotta che contenevano sorprese. Usciti dal palazzo, l'evento continuava con una gara per vedere chi riusciva a ottenere la maggior quantità di quegli spaghetti preparati. Un dettaglio affascinante di questa usanza era la partecipazione attiva della comunità, con persone che portavano piatti e pentolini per assicurarsi una porzione di questa pasta speciale.
Nel cuore della piazza si ergeva un negozietto molto conosciuto, che vendeva detersivi e sapone sfuso. Nel palazzo accanto, a Don Pietro o 'barbiere, si trovava 'O Cassusar', insieme al bar Rispoli e a Punzone, noto come "budelle e vesciche". Tra gli abitanti figurava anche Vittorio, detto 'o nfirmier', e altre attività, tra le quali spiccava il negozio di Salvatore Finizio.
Questo ricordo affettuoso ci offre uno sguardo nostalgico su una festa unica che, anche se ormai appartiene al passato, continua a vivere nei cuori di coloro che ne hanno fatto parte. La piazza, animata da profumi, sapori e giochi tradizionali, diventava il teatro di momenti di gioia e condivisione che rimangono indelebili nella memoria di chi ha vissuto questa tradizione.