Secondigliano apre le porte di alcune delle sue ville storiche, dei palazzi nobiliari e dei giardini più affascinanti con la seconda edizione di “Secondigliano tra corti e cortili”, la rassegna che punta a far conoscere un patrimonio architettonico e culturale spesso poco valorizzato nei tradizionali itinerari turistici di Napoli. Domenica 11, 18 e 25 ottobre 2026, con partenza alle ore 10, saranno organizzate tre passeggiate guidate alla scoperta delle residenze storiche che caratterizzano soprattutto corso Secondigliano, tra testimonianze dell'architettura Liberty, antiche famiglie nobiliari, corti normalmente non accessibili al pubblico e giardini che conservano ancora tracce della storia del quartiere.
L'iniziativa è promossa e sostenuta dall'Assessorato al Turismo e alle Attività produttive del Comune di Napoli, con il supporto della DMO Napoli e l'organizzazione dei percorsi affidata all'associazione CosDam. A completare il programma ci saranno le performance musicali curate dall'associazione Agorà Arte, pensate per accompagnare la visita e mettere in relazione il patrimonio architettonico con la tradizione artistica e culturale partenopea. La partecipazione agli itinerari è gratuita, ma è necessaria la prenotazione attraverso il portale turistico dedicato.
La rassegna torna dopo il riscontro positivo della prima edizione, che aveva già permesso a cittadini e visitatori di scoprire luoghi normalmente nascosti dietro portoni, cancelli e cortili privati. L'obiettivo è offrire un'occasione concreta per osservare Secondigliano da una prospettiva diversa, attraverso edifici che raccontano le trasformazioni urbanistiche e sociali vissute dal territorio tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento. Un periodo nel quale il quartiere, allora ancora comune autonomo, conobbe una fase di sviluppo e vide sorgere numerose residenze signorili, spesso circondate da giardini, alberi ornamentali e spazi verdi.
La presentazione ufficiale della seconda edizione si è svolta nella Sala Giunta di Palazzo San Giacomo, alla presenza dell'assessora comunale al Turismo e alle Attività produttive Teresa Armato, del consigliere comunale Pasquale Esposito e di Laura Aversa, in rappresentanza della DMO Napoli. In apertura dell'incontro, l'assessora ha voluto ricordare il giornalista dell'Ansa Francesco Tedesco, sottolineandone la professionalità, l'attenzione verso il mondo dell'informazione e il legame con la cultura napoletana.
Nel presentare il ritorno della manifestazione, Teresa Armato ha spiegato che la decisione di organizzare una seconda edizione nasce dal successo ottenuto lo scorso anno e dalla volontà di consolidare una proposta turistica capace di raggiungere anche le zone della città che normalmente rimangono fuori dai percorsi più frequentati. «Lo scorso anno abbiamo scelto di realizzare un evento turistico in una zona della città che raramente rientra nei circuiti tradizionali del turismo», ha ricordato l'assessora, evidenziando come corso Secondigliano custodisca un patrimonio di ville e palazzi Liberty, cortili e giardini di particolare interesse.
La formula adottata nella prima edizione ha previsto il coinvolgimento delle associazioni del territorio e dei proprietari degli immobili, che hanno accettato di aprire al pubblico spazi normalmente non visitabili. L'apertura straordinaria delle corti ha consentito di avvicinare i visitatori a una parte della storia del quartiere che spesso rimane poco conosciuta anche da chi vive a Napoli. Alla componente storico-architettonica sono state affiancate attività musicali e gastronomiche, contribuendo a costruire un'esperienza che ha interessato sia i turisti sia numerosi cittadini napoletani.
L'assessora ha inoltre anticipato la possibilità di estendere esperienze di questo tipo ad altre aree della città, individuando per ciascun territorio forme di valorizzazione adeguate alle sue caratteristiche. Il modello delle visite tra corti e cortili, infatti, nasce dalle peculiarità di Secondigliano e dalla presenza di ville storiche, palazzi signorili e giardini che consentono di costruire itinerari specifici. Altri quartieri potrebbero essere valorizzati attraverso percorsi differenti, legati alla loro storia, alle tradizioni, alle architetture o alle testimonianze culturali presenti.
Anche il consigliere comunale Pasquale Esposito ha sottolineato l'importanza di raccontare Secondigliano partendo dalle sue risorse storiche e architettoniche. L'idea alla base del progetto, ha spiegato, è quella di mostrare gli aspetti più caratteristici del quartiere attraverso le ville e i palazzi in stile Liberty, contribuendo a costruire una narrazione più articolata del territorio. Secondigliano, secondo Esposito, è alla ricerca di una nuova immagine pubblica e iniziative come questa possono accompagnarne il percorso di rilancio.
La valorizzazione delle eccellenze locali, ha aggiunto il consigliere, può aiutare anche gli stessi residenti a conoscere meglio il luogo in cui vivono e a raccontarlo a chi non ha mai avuto occasione di visitarlo. È un passaggio importante perché il patrimonio storico non rappresenta soltanto una risorsa per chi arriva da fuori, ma anche uno strumento attraverso il quale una comunità può riconoscere la propria identità e ricostruire il legame con la storia del territorio.
Laura Aversa della DMO Napoli ha inserito la rassegna nel più ampio progetto “Napoli A New City”, descrivendola come una delle chiavi attraverso cui raccontare la ricchezza e l'autenticità della città. L'iniziativa, ha spiegato, consente ai turisti di scoprire luoghi meno conosciuti e ai napoletani di riscoprire spazi che spesso fanno parte del paesaggio quotidiano senza essere realmente conosciuti nella loro storia. Aversa ha inoltre annunciato che la prima domenica risultava già al completo e che, su impulso dell'assessora Armato, i percorsi guidati saranno riproposti anche nella stagione primaverile.
Il primo itinerario, in programma domenica 11 e domenica 18 ottobre, è dedicato alla famiglia Carbonelli di Letino e porta il titolo “Corso Secondigliano, la strada del Re. I nobili napoletani: la famiglia Carbonelli”. Il percorso si concentra sulle residenze realizzate dalla famiglia lungo il corso tra la fine dell'Ottocento e le successive trasformazioni del territorio, quando la presenza di famiglie nobiliari e di proprietari facoltosi contribuì a definire il volto architettonico della strada.
Le dimore signorili non erano concepite soltanto come edifici destinati ad abitazione. In molti casi comprendevano cortili, giardini, alberi da frutto ed essenze ornamentali che occupavano superfici considerevoli e contribuivano a creare un rapporto diretto tra l'architettura e il paesaggio. La presenza di questi spazi verdi è uno degli elementi che rendono ancora oggi interessanti alcune delle residenze storiche di Secondigliano, dove dietro le facciate visibili dalla strada si conservano corti e giardini che raccontano un'organizzazione urbana molto diversa da quella attuale.
La partenza del primo itinerario è prevista dalla parrocchia di Sant'Antonio di Padova, conosciuta anche come chiesa dei Carbonelli. Da qui i partecipanti raggiungeranno il Palazzo Carbonelli di Letino al civico 487 di corso Secondigliano, prima tappa del percorso e uno degli edifici centrali della visita. All'interno del cortile è prevista una performance musicale dedicata alla tradizione partenopea, che accompagnerà l'esplorazione di uno spazio solitamente non accessibile al pubblico.
Il palazzo è sottoposto dal 9 luglio 2020 a tutela del Ministero della Cultura, che ne ha riconosciuto l'interesse storico, artistico e antropologico. La tutela costituisce un elemento importante per la conservazione dell'edificio e per il riconoscimento del valore di una residenza che non rappresenta soltanto una testimonianza architettonica, ma anche una traccia della storia sociale del quartiere.
Particolarmente significativo è il giardino del palazzo, dove si trovano due esemplari inseriti nell'elenco degli alberi monumentali della Campania. Il primo è un cedro del Libano che, secondo le informazioni diffuse per la rassegna, ha circa 137 anni e raggiunge un'altezza di 25 metri. Il secondo è una palma delle Canarie di circa 140 anni, alta 24 metri. Entrambi gli alberi rappresentano una testimonianza della dimensione che potevano raggiungere i giardini delle residenze signorili costruite a Secondigliano tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento.
Il cedro del Libano, con la sua altezza e la sua chioma, richiama una tradizione ornamentale diffusa nei giardini delle dimore di pregio, dove la vegetazione contribuiva a definire l'identità degli spazi esterni. La palma delle Canarie testimonia invece l'interesse per specie esotiche utilizzate come elementi decorativi nei parchi e nei giardini privati. La loro presenza, insieme alla struttura del cortile e agli elementi architettonici del palazzo, permette di comprendere meglio il rapporto tra le residenze storiche e gli spazi verdi che le circondavano.
La visita proseguirà lungo corso Secondigliano, seguendo le tracce lasciate dalla famiglia Carbonelli attraverso una serie di edifici che conservano elementi della storia edilizia della strada. I palazzi ai civici 499 e 509 saranno osservati dall'esterno, mentre il percorso prevede una visita al cortile dell'edificio al civico 519, oggi sede dell'Hotel Argenta. Un'altra tappa sarà il Palazzo Carbonelli di Letino al civico 534, che contribuirà a completare il quadro delle residenze legate alla famiglia.
La passeggiata si concluderà nel giardino di corso Secondigliano 481, dove i partecipanti potranno assistere a un'ulteriore performance musicale ospitata nella coffee house Liberty. La conclusione del percorso consentirà di unire la scoperta degli edifici e dei giardini a un momento dedicato alla musica, mantenendo il carattere culturale dell'iniziativa.
La scelta di dedicare due appuntamenti alla famiglia Carbonelli consente di approfondire un capitolo specifico della storia di corso Secondigliano, dove le residenze signorili hanno contribuito a caratterizzare l'assetto della strada. Il patrimonio architettonico non è concentrato in un unico monumento, ma si distribuisce lungo il corso attraverso edifici, corti e giardini che possono essere compresi pienamente soltanto osservandoli come parte di un insieme.
Il secondo itinerario è invece previsto per domenica 25 ottobre e sarà dedicato alle ville e ai giardini della Belle Époque napoletana. Il percorso accompagnerà i partecipanti in una fase della storia di Secondigliano nella quale la crescita edilizia e la costruzione di residenze signorili trasformarono progressivamente il volto del territorio.
Tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento, l'allora corso Umberto I divenne una strada caratterizzata da ville, palazzi e dimore immerse nel verde. Secondigliano era ancora un comune autonomo e veniva apprezzata anche per la tranquillità e il clima. Queste caratteristiche contribuirono a renderla una destinazione scelta da famiglie interessate a costruire residenze lontane dalla densità del centro urbano, ma comunque collegate alla città.
La Belle Époque rappresentò un periodo di trasformazioni architettoniche e culturali che interessarono molte aree europee e anche Napoli. Le nuove costruzioni introdussero linguaggi decorativi, soluzioni progettuali e forme di organizzazione degli spazi che rispondevano alle aspirazioni delle famiglie proprietarie. A Secondigliano, ville con logge, balconi decorati, ringhiere elaborate e giardini privati contribuirono a definire un paesaggio residenziale riconoscibile, del quale restano ancora diverse testimonianze.
La visita partirà da Villa Alfiero, considerata una delle architetture Liberty più riconoscibili di corso Secondigliano e uno degli esempi significativi della stagione edilizia che interessò il quartiere nei primi decenni del Novecento. L'edificio costituisce una delle tappe attraverso cui leggere l'evoluzione delle residenze private e la diffusione di un gusto architettonico che privilegiava dettagli ornamentali, balconi, aperture e soluzioni decorative.
Da Villa Alfiero il gruppo si sposterà verso Villa Ingenuo, caratterizzata da ampie logge e finestre ad arco. Questi elementi architettonici conservano un legame con la storia dell'area e con la sua precedente vocazione agricola, quando gli spazi aperti e i terreni coltivati occupavano una parte importante del territorio. La villa ospiterà la prima performance musicale della giornata e un'esposizione curata dall'associazione Agorà Arte.
La presenza di attività artistiche all'interno delle tappe rappresenta una componente significativa della rassegna. Le visite non sono organizzate soltanto come un percorso descrittivo tra edifici, ma come un'esperienza che mette in relazione luoghi, memoria e produzione culturale. In questo modo, gli spazi storici diventano anche ambienti nei quali il pubblico può fermarsi, osservare dettagli architettonici e assistere a momenti musicali.
Il percorso proseguirà attraverso il giardino di Villa Loffredo, un tempo caratterizzato dalla presenza di agrumi e magnolie. La vegetazione originaria o storicamente associata alle ville contribuisce a ricostruire l'aspetto che questi spazi potevano avere quando le residenze erano circondate da giardini privati. In un contesto urbano che nel corso del tempo è stato interessato da profonde trasformazioni, le tracce di questi ambienti consentono di comprendere meglio il rapporto tra costruzioni, verde e vita quotidiana.
Un'altra tappa sarà Villa Cimmino, riconoscibile per le ringhiere in stile Liberty e i balconi decorati. La storia della villa è legata anche alla vita culturale della famiglia che vi abitava: nei suoi saloni venivano organizzati momenti di lettura e concerti, trasformando la residenza in un luogo di incontro e di interesse per le arti. Questo aspetto restituisce una dimensione ulteriore alla visita, mostrando come le ville di Secondigliano fossero anche spazi di socialità e occasioni di scambio culturale.
Il percorso toccherà poi Palazzo di Nocera, costruito per i conti di Nocera e collegato alla storia economica del territorio. L'edificio, risalente al 1870 secondo le informazioni diffuse per la rassegna, divenne dal 1883 sede della Banca Popolare di Secondigliano. La presenza dell'istituto bancario ricorda una fase di crescita produttiva e commerciale vissuta dal territorio nella seconda metà dell'Ottocento, quando Secondigliano disponeva di una propria identità amministrativa ed economica.
La storia di Palazzo di Nocera permette di allargare lo sguardo oltre le sole caratteristiche architettoniche. Le residenze e gli edifici storici raccontano anche l'evoluzione delle attività economiche, il ruolo delle famiglie proprietarie e la progressiva organizzazione della vita cittadina. La presenza di una banca in un palazzo storico è una traccia concreta del legame tra architettura, attività produttive e sviluppo della comunità.
Tra le tappe del 25 ottobre è previsto anche Palazzo Miranda, uno degli edifici legati alla memoria popolare del quartiere. Secondo la tradizione, dalle sue balconate venivano intonati i canti “a fronne 'e limone”, espressione della cultura musicale napoletana e di forme di canto tramandate nel tempo. Durante la Seconda guerra mondiale, inoltre, i sotterranei dell'edificio furono utilizzati come rifugio antiaereo.
Questi elementi aggiungono al percorso una dimensione diversa rispetto alla semplice osservazione delle facciate. Le ville e i palazzi diventano luoghi attraverso i quali è possibile ricostruire non soltanto il modo in cui vivevano le famiglie proprietarie, ma anche le abitudini della popolazione, le tradizioni musicali e gli eventi che hanno segnato la storia del territorio. Nel caso di Palazzo Miranda, la memoria dei canti e quella della guerra convivono nello stesso edificio, collegando aspetti diversi della vita del quartiere.
La passeggiata raggiungerà successivamente Palazzo Visconti Capasso, dove è prevista la visita al cortile che un tempo accoglieva carrozze e cavalli. Anche questo spazio permette di immaginare un'organizzazione della vita quotidiana molto diversa da quella attuale, quando gli spostamenti e l'accesso alle residenze erano legati a modalità di trasporto e abitudini sociali differenti.
Il percorso passerà inoltre davanti a Villa Fiorentino, prima di tornare a Villa Ingenuo, dove la giornata si concluderà con una seconda performance musicale. L'itinerario del 25 ottobre si presenta così come una ricognizione attraverso diversi esempi di architettura storica, dalle ville Liberty ai palazzi nobiliari, passando per edifici legati alla vita economica e alla memoria popolare di Secondigliano.
Le tre date offrono quindi due percorsi differenti ma complementari. Gli appuntamenti dell'11 e del 18 ottobre sono dedicati soprattutto alla famiglia Carbonelli e alle residenze legate alla sua presenza lungo corso Secondigliano. La visita del 25 ottobre, invece, amplia il racconto a una serie di ville e palazzi che testimoniano la stagione della Belle Époque e le trasformazioni vissute dal quartiere tra Ottocento e Novecento.
La possibilità di entrare in cortili e giardini privati rappresenta uno degli elementi più interessanti della rassegna. Molti di questi spazi non sono normalmente accessibili durante una passeggiata ordinaria e possono essere conosciuti soltanto attraverso iniziative organizzate con il consenso dei proprietari. Le aperture straordinarie permettono quindi di osservare da vicino dettagli che dalla strada rimangono nascosti e di comprendere meglio il valore storico degli edifici.
Il patrimonio di Secondigliano non si esaurisce infatti nelle facciate visibili lungo il corso. Cortili interni, giardini, alberi monumentali, balconi, logge e ambienti di rappresentanza contribuiscono a definire l'identità delle residenze. In alcuni casi, la storia degli immobili si intreccia con quella delle famiglie nobiliari; in altri, emergono legami con attività bancarie, tradizioni musicali, rifugi utilizzati durante la guerra e forme di socialità che appartengono alla memoria del quartiere.
Questi luoghi rappresentano una parte importante della storia urbana di Napoli, ma hanno anche un valore specifico per chi vive a Secondigliano. Conoscere le ville storiche significa riconoscere che il quartiere è stato interessato da fasi di sviluppo, trasformazioni economiche e scelte architettoniche che hanno lasciato tracce ancora presenti nel tessuto urbano. Una storia che non sempre trova spazio nei racconti più diffusi sulla periferia settentrionale della città.
La rassegna si inserisce quindi in un percorso di valorizzazione che punta a rendere più visibili le risorse culturali dei quartieri lontani dai principali circuiti turistici. Per i visitatori che arrivano da altre zone di Napoli o da fuori città, gli itinerari possono rappresentare un'occasione per scoprire un territorio poco conosciuto. Per i residenti, invece, possono offrire la possibilità di osservare in modo diverso edifici che fanno parte del paesaggio quotidiano e che spesso vengono attraversati senza conoscerne la storia.
Il progetto richiama anche l'attenzione sull'importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e proprietari degli immobili. Senza la disponibilità di chi custodisce questi spazi, molte corti e giardini rimarrebbero difficilmente accessibili. La continuità dell'iniziativa e la prevista riproposizione dei percorsi in primavera potrebbero contribuire a consolidare l'interesse verso questo patrimonio e a creare nuove occasioni di visita nel corso dell'anno.
Resta centrale anche il tema della conservazione. La valorizzazione turistica può contribuire a far conoscere gli edifici, ma il mantenimento del loro valore storico richiede attenzione nel tempo, tutela degli elementi architettonici e cura degli spazi verdi. Il riconoscimento ministeriale del Palazzo Carbonelli di Letino e la presenza dei due alberi monumentali nel suo giardino sono esempi concreti dell'importanza di preservare non soltanto le costruzioni, ma anche gli elementi naturali e paesaggistici che ne fanno parte.
La seconda edizione di “Secondigliano tra corti e cortili” propone dunque tre occasioni per conoscere da vicino le ville storiche, i palazzi Liberty e i giardini del quartiere, attraverso itinerari guidati arricchiti da momenti musicali. L'iniziativa si svolgerà domenica 11, domenica 18 e domenica 25 ottobre 2026, con inizio alle ore 10. La partecipazione è gratuita, ma è richiesta la prenotazione obbligatoria sul portale turistico Napoli A New City, fino a esaurimento dei posti disponibili.
Le informazioni sulle prenotazioni e sui singoli percorsi sono disponibili sulla pagina ufficiale della rassegna: https://www.napolianewcity.it/it/evento/avenue-secondigliano-ii-edizione/.
Per chi desidera scoprire una parte meno conosciuta della storia di Napoli, le passeggiate rappresentano un'opportunità per attraversare Secondigliano seguendo le tracce delle sue famiglie, delle sue architetture e delle sue tradizioni, entrando in luoghi che normalmente restano fuori dai percorsi turistici abituali.

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