Scampia compie un altro passo nel lungo percorso di trasformazione dell'area delle Vele. Il 2 ottobre 2026 è stata raggiunta una nuova tappa del programma ReStart Scampia, il grande progetto di rigenerazione urbana promosso dal Comune di Napoli che punta alla realizzazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, servizi, spazi collettivi, aree verdi e una nuova organizzazione della viabilità del quartiere.
La tappa riguarda il completamento delle prime tre palazzine del lotto M, identificate come A1, A2 e A3, per un totale di circa 97 nuovi alloggi. Si tratta della prima parte concretamente completata di un programma molto più ampio, che prevede complessivamente 509 nuove abitazioni e un investimento indicato in circa 159 milioni di euro.
Il progetto interessa un'area di circa 200mila metri quadrati e rappresenta uno degli interventi più importanti attualmente in corso nell'area nord di Napoli. L'obiettivo è intervenire non soltanto sugli edifici residenziali, ma sull'intero sistema urbano, attraverso la realizzazione di nuovi servizi, spazi pubblici e strutture destinate alla comunità.
ReStart Scampia nasce infatti con una prospettiva più ampia rispetto alla semplice sostituzione degli edifici esistenti. Il programma riguarda l'edilizia residenziale pubblica, ma comprende anche una scuola per l'infanzia, un Civic Center destinato alle attività sociali e culturali, mercati coperti, aree verdi, orti urbani e una nuova viabilità di quartiere.
Il primo risultato raggiunto con le palazzine A1, A2 e A3 rappresenta quindi una parte di un progetto destinato a modificare progressivamente l'assetto dell'area delle Vele e degli spazi circostanti.
La trasformazione interessa uno dei luoghi più conosciuti di Napoli, diventato nel corso dei decenni uno dei simboli della città e delle sue periferie. Le Vele di Scampia hanno avuto una storia complessa, legata alle caratteristiche architettoniche originarie, alle condizioni abitative, alle difficoltà sociali del quartiere e alle battaglie portate avanti nel tempo dagli abitanti.
Proprio il rapporto con la comunità residente rappresenta uno degli elementi indicati come centrali nel programma ReStart Scampia. Il progetto è stato infatti sviluppato anche attraverso il confronto con il Comitato Vele, che ha rappresentato per anni le istanze degli abitanti dell'area e la richiesta di interventi sul patrimonio abitativo.
Il programma prevede una profonda trasformazione dell'area. Due delle Vele ancora presenti sono destinate alla demolizione, mentre la Vela Celeste sarà conservata e riconvertita per ospitare attività sociali e culturali.
La scelta di mantenere la Vela Celeste all'interno del nuovo progetto distingue quindi la strategia adottata per l'area rispetto alla semplice cancellazione delle strutture esistenti. Una parte della memoria fisica di Scampia resterà infatti all'interno del nuovo assetto urbano, con una funzione differente rispetto a quella originaria.
Il programma ReStart Scampia punta contemporaneamente sulla costruzione di nuovi edifici residenziali e sulla creazione di nuovi spazi destinati alla comunità. L'obiettivo dichiarato è quello di intervenire sulla qualità dell'abitare e sull'organizzazione complessiva del quartiere.
Le prime tre palazzine completate rappresentano in questo senso un passaggio concreto. Gli edifici A1, A2 e A3 del lotto M mettono a disposizione circa 97 nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica, inseriti in un progetto caratterizzato da specifiche soluzioni architettoniche ed energetiche.
Il programma complessivo prevede infatti 509 abitazioni. Le superfici degli appartamenti sono organizzate secondo cinque diverse tipologie, con metrature che vanno indicativamente da 50 a 140 metri quadrati. La varietà delle dimensioni è stata pensata per rispondere alle differenti esigenze dei nuclei familiari che saranno destinati a vivere nei nuovi edifici.
Tra le caratteristiche indicate per gli appartamenti ci sono la doppia esposizione, le ampie porte finestre e la presenza di terrazzi di dimensioni generose. In alcuni casi i terrazzi possono arrivare a una superficie di circa quattro metri per quattro.
Si tratta di caratteristiche che differenziano il nuovo patrimonio abitativo rispetto alla concezione degli edifici originari. Il progetto punta infatti a realizzare abitazioni con maggiore attenzione alla luminosità, agli spazi esterni e alla qualità degli ambienti interni.
Un altro elemento centrale riguarda l'efficienza energetica. Le nuove palazzine sono progettate secondo lo standard NZEB, acronimo di Nearly Zero Energy Building, ovvero edifici a energia quasi zero.
L'obiettivo di questo tipo di progettazione è ridurre il fabbisogno energetico degli edifici attraverso una combinazione di caratteristiche costruttive, isolamento, prestazioni dell'involucro e sistemi efficienti. Nel progetto ReStart Scampia, l'efficienza energetica è associata anche alla scelta dei materiali e alla progettazione delle facciate.
Le nuove palazzine sono infatti caratterizzate da facciate ventilate. I diversi edifici sono inoltre riconoscibili attraverso colori differenti, tra cui antracite, bianco e borgogna.
La scelta cromatica ha una funzione anche architettonica e identitaria. Gli edifici non sono concepiti come una ripetizione uniforme delle vecchie strutture, ma attraverso una differenziazione delle facciate che permette di riconoscere le singole palazzine.
Secondo l'impostazione del progetto, le facciate ventilate contribuiscono anche alle prestazioni energetiche e alla durabilità degli edifici, con l'obiettivo di ridurre nel tempo la necessità di manutenzione e i relativi costi.
La qualità energetica è quindi uno degli aspetti sui quali si concentra il nuovo intervento. Il programma non punta soltanto a costruire nuove abitazioni, ma a realizzare edifici con caratteristiche differenti rispetto al patrimonio edilizio che viene progressivamente sostituito.
Anche l'organizzazione dei piani terra è stata progettata con una funzione specifica. Le nuove palazzine prevedono infatti unità commerciali e spazi destinati ad attività comunitarie.
L'idea è quella di evitare edifici completamente chiusi rispetto allo spazio circostante e creare invece un rapporto più diretto tra le abitazioni, le attività e gli spazi pubblici. I piani terra dovrebbero quindi contribuire alla presenza di attività e servizi all'interno del nuovo tessuto urbano.
Questa impostazione rappresenta uno degli aspetti più rilevanti del progetto dal punto di vista urbanistico. La trasformazione non riguarda infatti esclusivamente ciò che accade all'interno degli appartamenti, ma anche il modo in cui gli edifici si rapportano con le strade, le aree verdi e gli spazi comuni.
La progettazione del paesaggio è stata affidata a Proap Italia, che ha lavorato sul disegno urbano e sulla sistemazione delle aree esterne. Nel programma sono previsti spazi verdi e orti urbani, destinati a diventare parte integrante del nuovo assetto dell'area.
Anche questi interventi rientrano nella strategia complessiva di rigenerazione. La costruzione delle abitazioni viene quindi accompagnata dalla realizzazione di spazi nei quali la comunità possa vivere e utilizzare il territorio al di fuori delle singole residenze.
Il progetto ReStart Scampia è stato sviluppato dallo studio di architettura Settanta7 insieme a Studio Perillo e Studio Valle Progettazioni. La realizzazione del primo lotto è stata affidata a Piloda Building/Operazione.
Il Comune di Napoli ricopre un ruolo centrale nel programma, essendo proprietario degli alloggi e beneficiario dei finanziamenti destinati all'intervento. Le risorse indicate per il programma, pari a circa 159 milioni di euro, provengono da diversi canali di finanziamento, tra cui PNRR, PON Metro e Programma Periferie.
La dimensione economica dell'intervento rende evidente l'ampiezza del progetto. Non si tratta infatti di una singola operazione edilizia, ma di un programma che comprende abitazioni, servizi, infrastrutture e spazi pubblici.
Il cantiere ha coinvolto una filiera composta da numerose aziende e professionalità. Secondo i dati forniti nell'ambito del progetto, sono circa 100 le unità lavorative impiegate nel cantiere attualmente in corso, mentre le imprese specializzate coinvolte sono 25, in larga parte campane.
A queste si aggiunge il lavoro di architetti e progettisti impegnati nelle diverse fasi dell'intervento. Secondo quanto riferito da Piloda Building, considerando l'organizzazione complessiva del programma si arriva a circa 200 persone coinvolte, con punte fino a 300 unità, e oltre 50 aziende.
Il cantiere rappresenta quindi anche un intervento di dimensione significativa per la filiera delle costruzioni, con una parte importante delle imprese coinvolte proveniente dalla Campania.
La selezione delle aziende e dei fornitori, secondo quanto spiegato dall'impresa, tiene conto non soltanto delle competenze tecniche e della capacità produttiva, ma anche degli standard di sostenibilità ambientale, del rispetto dei Criteri Ambientali Minimi e degli aspetti legati all'affidabilità e alla legalità.
Il primo lotto completato comprende tre dei cinque edifici residenziali previsti nell'ambito dell'intervento attualmente in corso. La progettazione degli altri fabbricati è in fase avanzata, mentre il programma generale prosegue verso la realizzazione delle restanti abitazioni.
Il completamento delle palazzine A1, A2 e A3 rappresenta quindi un passaggio importante anche per le famiglie interessate alla trasformazione dell'area. Il programma complessivo prevede infatti 509 nuovi alloggi e l'obiettivo dichiarato è quello di accompagnare la costruzione delle abitazioni con servizi e infrastrutture.
La questione abitativa è da sempre uno degli elementi centrali della storia delle Vele. Per decenni gli abitanti hanno chiesto interventi capaci di migliorare le condizioni di vita e di garantire soluzioni abitative adeguate.
Il Comitato Vele ha avuto un ruolo nella lunga mobilitazione degli abitanti e, secondo quanto riportato dal Comune e dai progettisti, è stato coinvolto anche durante la fase di progettazione e realizzazione del nuovo programma.
Il rapporto tra istituzioni e comitato è quindi indicato come parte integrante del percorso di ReStart Scampia. Il progetto è stato sviluppato attraverso un approccio partecipato, con il confronto sulle esigenze della comunità e sull'organizzazione dei nuovi spazi.
Omero Benfenati, del Comitato Vele di Scampia, ha definito il completamento raggiunto un risultato importante dopo anni di mobilitazione, sottolineando come il percorso debba proseguire fino alla realizzazione dell'intero programma e alla disponibilità dei 509 alloggi previsti.
Il rappresentante del Comitato Vele ha inoltre richiamato la richiesta di garantire, insieme alle abitazioni, tutti i servizi essenziali destinati alla comunità.
Il progetto non si limita infatti alle palazzine. Tra gli interventi previsti figurano una scuola per l'infanzia, un Civic Center per le attività sociali e culturali, mercati coperti, aree verdi e orti urbani.
La presenza di questi servizi dovrebbe accompagnare la nuova organizzazione residenziale, creando un sistema nel quale le abitazioni siano inserite all'interno di un quartiere dotato di funzioni differenti.
La scuola per l'infanzia rappresenta uno degli elementi destinati alle famiglie, mentre il Civic Center dovrebbe ospitare attività sociali e culturali. I mercati coperti sono invece inseriti nel progetto con una funzione commerciale e di servizio.
Le aree verdi e gli orti urbani completano il quadro degli spazi pubblici previsti dal programma. La progettazione del paesaggio punta a integrare questi elementi con gli edifici e con la nuova viabilità.
Anche la viabilità rappresenta infatti una parte del progetto di rigenerazione. L'intervento non prevede semplicemente la costruzione di nuove palazzine negli spazi già esistenti, ma una riorganizzazione più ampia dell'area interessata.
La trasformazione delle Vele comporterà quindi anche una modifica del rapporto tra edifici, strade, servizi e spazi pubblici.
Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, commentando il completamento del primo lotto, ha definito la tappa un momento importante per Scampia e ha collegato la conclusione delle prime palazzine al più ampio percorso di trasformazione del quartiere.
Manfredi ha sottolineato in particolare il fatto che gli appartamenti completati possano essere messi a disposizione della comunità e ha richiamato il coinvolgimento dei comitati degli abitanti nella costruzione del progetto.
Nel suo intervento il sindaco ha inoltre ricordato altri cambiamenti che negli ultimi anni hanno interessato Scampia, citando in particolare la metropolitana e l'università. Il completamento dei primi nuovi alloggi si inserisce quindi, secondo l'amministrazione comunale, in una trasformazione più ampia del territorio.
La vicesindaca di Napoli e assessora all'Urbanistica Laura Lieto ha invece collegato ReStart Scampia al tema del diritto alla casa e alla trasformazione dell'architettura dell'abitare.
Secondo Lieto, il progetto nasce dalle istanze dei movimenti urbani che nel corso degli anni hanno posto al centro il diritto a una casa dignitosa e la necessità di affrontare le condizioni di marginalità anche attraverso nuove modalità di progettazione degli edifici residenziali.
L'assessora ha inoltre descritto Scampia come un'area che non dovrebbe più essere considerata esclusivamente attraverso la categoria di periferia, ma come parte di una metropoli in trasformazione.
Anche dalla Regione Campania è arrivato un commento sul completamento del primo lotto. L'assessora alle Politiche abitative Claudia Pecoraro ha indicato il diritto alla casa, la sostenibilità ambientale e la qualità della vita come elementi centrali del processo di rigenerazione.
Pecoraro ha sottolineato inoltre che la riqualificazione urbana dovrebbe comprendere non soltanto gli edifici, ma anche gli spazi pubblici, i servizi e le relazioni sociali presenti all'interno delle comunità.
Il programma ReStart Scampia si trova quindi al centro di un percorso che coinvolge diversi livelli istituzionali e numerosi soggetti privati e sociali.
Dal punto di vista architettonico, il progetto è stato presentato come una netta discontinuità rispetto alle caratteristiche delle vecchie Vele. Daniele Rangone, cofondatore e chief vision officer di Settanta7, ha parlato di una trasformazione del concetto di social housing, con l'obiettivo di realizzare un'architettura più aperta, luminosa e inclusiva.
Le nuove palazzine sono state progettate proprio per differenziarsi dalla ripetitività degli edifici originari. Le diverse colorazioni delle facciate, la presenza dei terrazzi e l'organizzazione dei piani terra costituiscono alcuni degli elementi attraverso i quali il nuovo progetto cerca di modificare il rapporto tra abitazioni e spazio urbano.
La questione delle Vele resta comunque centrale anche dal punto di vista simbolico. Gli edifici che hanno caratterizzato per decenni l'immagine di Scampia saranno in parte demoliti, mentre la Vela Celeste verrà conservata e destinata a una nuova funzione.
La conservazione della Vela Celeste permetterà quindi di mantenere una parte della struttura originaria all'interno del nuovo quartiere, ma con una destinazione legata alle attività sociali e culturali.
Il nuovo progetto cerca così di combinare memoria e trasformazione. Da una parte la demolizione degli edifici destinati a scomparire, dall'altra la conservazione di una delle Vele e la costruzione di nuove abitazioni.
Il completamento delle prime tre palazzine rende questa trasformazione più concreta. Dopo la fase progettuale e quella iniziale di cantiere, 97 nuovi alloggi sono ora parte del patrimonio edilizio realizzato nell'ambito del programma.
Il percorso, però, non è concluso. Il numero complessivo previsto dal progetto è infatti di 509 abitazioni e il cantiere riguarda cinque edifici residenziali. La progettazione delle altre strutture prosegue, così come l'organizzazione degli interventi destinati agli spazi pubblici e ai servizi.
La conclusione del primo lotto rappresenta dunque una prima tappa del programma complessivo e non la conclusione della trasformazione dell'area.
Uno degli aspetti più importanti dei prossimi passaggi sarà proprio quello relativo alla prosecuzione dei lavori e alla realizzazione delle restanti abitazioni. Per le famiglie interessate, il completamento progressivo degli edifici rappresenta il passaggio necessario verso la disponibilità delle nuove soluzioni abitative previste dal programma.
Il percorso di ReStart Scampia si sviluppa quindi su un arco temporale più lungo rispetto alla singola inaugurazione o al completamento di un lotto. La trasformazione dell'area comprende diversi interventi che dovranno procedere in maniera coordinata.
Le abitazioni sono il punto centrale, ma attorno ad esse dovranno essere completati anche servizi, aree verdi, spazi collettivi e infrastrutture.
La nuova Scampia prevista dal progetto sarà quindi caratterizzata dalla presenza contemporanea di edifici residenziali, attività commerciali, servizi pubblici e spazi destinati alla socialità.
Il progetto punta inoltre sulla sostenibilità energetica degli edifici. Lo standard NZEB e l'utilizzo delle facciate ventilate rappresentano due degli elementi tecnici attraverso i quali si cerca di ottenere edifici con consumi energetici contenuti.
La sostenibilità viene quindi considerata non soltanto attraverso le aree verdi, ma anche attraverso le caratteristiche costruttive delle nuove abitazioni.
Un altro elemento riguarda la manutenzione. Secondo l'impostazione progettuale, la scelta dei materiali delle facciate dovrebbe garantire maggiore durabilità e contribuire alla riduzione dei costi di manutenzione nel corso del tempo.
Anche questo aspetto assume particolare rilevanza nel caso dell'edilizia residenziale pubblica, nella quale la gestione e la manutenzione degli edifici rappresentano una componente importante della qualità complessiva del patrimonio abitativo.
Le nuove abitazioni sono state quindi progettate cercando di combinare qualità degli spazi interni, efficienza energetica e caratteristiche degli spazi esterni.
La presenza di ampi terrazzi e di doppia esposizione costituisce uno degli elementi indicati dal progetto per migliorare la vivibilità degli appartamenti. Le cinque tipologie abitative, comprese tra circa 50 e 140 metri quadrati, permettono inoltre di differenziare le soluzioni in base alle dimensioni dei nuclei familiari.
L'intervento assume quindi una dimensione significativa anche sotto il profilo abitativo. I 509 alloggi previsti rappresentano un nuovo patrimonio di edilizia residenziale pubblica destinato a essere inserito all'interno di un quartiere profondamente trasformato.
Il completamento delle prime 97 abitazioni costituisce il primo risultato tangibile di questa parte del programma.
Scampia si trova dunque davanti a una nuova fase del proprio percorso urbanistico. La trasformazione delle Vele, la costruzione delle nuove palazzine, la realizzazione dei servizi e la nuova organizzazione degli spazi pubblici compongono un progetto destinato a modificare progressivamente l'area.
Il programma ReStart Scampia non riguarda soltanto l'architettura degli edifici, ma anche il modo in cui il quartiere sarà organizzato nei prossimi anni.
La presenza di spazi commerciali e comunitari ai piani terra, le aree verdi, gli orti urbani, il Civic Center, la scuola e i mercati coperti sono tutti elementi destinati a costruire un tessuto urbano diverso da quello caratterizzato dalle grandi strutture residenziali originarie.
La sfida sarà quindi quella di completare progressivamente tutti gli elementi previsti dal programma e farli funzionare insieme.
Il primo lotto rappresenta il punto dal quale partire. Le palazzine A1, A2 e A3 del lotto M sono state completate e mettono a disposizione circa 97 nuovi alloggi. Gli altri edifici previsti dal progetto dovranno seguire nelle prossime fasi.
Il cantiere continuerà dunque a essere una presenza importante nell'area delle Vele, mentre la progettazione delle restanti strutture procede.
Per il Comitato Vele, il completamento delle prime abitazioni rappresenta un risultato raggiunto dopo anni di mobilitazione. Omero Benfenati ha però sottolineato che il percorso dovrà continuare fino alla realizzazione dell'intero programma e alla disponibilità delle 509 abitazioni previste.
Per l'amministrazione comunale, invece, la conclusione del primo lotto rappresenta una delle tappe del più ampio processo di trasformazione di Scampia.
Il risultato del 2 ottobre 2026 è quindi soprattutto un passaggio concreto all'interno di un progetto di dimensioni molto più ampie. Tre palazzine completate, circa 97 alloggi pronti, cinque edifici residenziali previsti nel primo intervento e 509 abitazioni complessive indicate dal programma.
Attorno a questi numeri si sviluppa una trasformazione che comprende anche la demolizione di due Vele, la conservazione della Vela Celeste, nuovi servizi, aree verdi, attività commerciali, spazi comunitari e una nuova viabilità.
Dopo decenni nei quali le Vele hanno rappresentato uno degli elementi più riconoscibili dello skyline di Scampia, il quartiere entra quindi in una fase nella quale nuovi edifici iniziano a prendere il posto delle strutture originarie.
Il completamento delle palazzine A1, A2 e A3 segna il primo risultato visibile del programma ReStart Scampia. La parte più ampia dell'intervento deve ancora essere completata, ma il passaggio dalla progettazione alla disponibilità dei primi nuovi alloggi rappresenta una tappa concreta nella trasformazione dell'area.
Il percorso continuerà con la realizzazione delle altre palazzine e dei servizi previsti, mentre resterà centrale il coinvolgimento della comunità degli abitanti, che ha seguito il progetto sin dalle prime fasi.
Scampia si prepara così a cambiare ancora una volta il proprio volto. Le nuove abitazioni, i servizi e gli spazi pubblici progettati nell'ambito di ReStart saranno chiamati nei prossimi anni a costruire un nuovo assetto del quartiere, mentre la Vela Celeste resterà come elemento della storia dell'area all'interno di una Scampia profondamente diversa da quella conosciuta fino a oggi.

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