Paura nella serata di ieri, venerdì 7 agosto a Secondigliano, dove una nuova sparatoria ha fatto scattare l'allarme nel rione Berlingieri. Poco dopo le 20:30 diversi residenti hanno segnalato alle forze dell'ordine di aver udito numerosi colpi di arma da fuoco provenire dalla zona di via delle Dolomiti. In pochi minuti le telefonate al numero di emergenza hanno fatto scattare l'intervento della Polizia di Stato, con l'arrivo sul posto delle volanti e degli uomini della Polizia Scientifica, impegnati nei rilievi per ricostruire con precisione quanto accaduto.
L'episodio viene definito dagli investigatori una possibile "stesa", termine con cui vengono indicati i raid durante i quali vengono esplosi colpi di arma da fuoco in strada, spesso con l'obiettivo di intimidire un gruppo rivale o dimostrare il controllo di una determinata zona. Al momento non risultano persone ferite, ma la dinamica e il luogo in cui sono stati esplosi i colpi hanno inevitabilmente provocato forte preoccupazione tra gli abitanti del rione Berlingieri, una zona densamente abitata dove al momento della sparatoria erano presenti numerose persone.
Secondo quanto riportato da Il Mattino�, gli agenti intervenuti in via delle Dolomiti hanno effettuato i rilievi e repertato tre bossoli calibro 9x21. Un dato che rappresenta uno degli elementi acquisiti nell'immediatezza dell'intervento, mentre le testimonianze raccolte dagli investigatori parlano di un numero di colpi decisamente superiore. Alcuni residenti avrebbero infatti riferito di aver udito almeno dieci spari, una circostanza che dovrà essere verificata attraverso gli accertamenti balistici e l'eventuale acquisizione delle immagini registrate dalle telecamere presenti nella zona.
Particolarmente inquietante è il racconto di alcuni testimoni che avrebbero visto giovani in sella a uno scooter mentre maneggiavano una pistola. Si tratta, naturalmente, di elementi ancora al vaglio degli investigatori e che dovranno essere verificati attraverso le indagini. Un residente avrebbe inoltre raccontato agli agenti momenti di particolare paura, riferendo che il proprio figlio sarebbe stato esposto a un rischio concreto durante il raid. La presenza di famiglie e persone comuni nelle strade del quartiere rende infatti ancora più grave la percezione di insicurezza provocata da una sparatoria avvenuta in pieno contesto urbano.
Il rumore degli spari ha immediatamente attirato l'attenzione degli abitanti. In molti si sono affacciati alle finestre e ai balconi dopo aver sentito le detonazioni, mentre altri hanno preferito rimanere all'interno delle proprie abitazioni. Poco dopo sono arrivate le pattuglie della Polizia di Stato, che hanno delimitato l'area interessata e avviato gli accertamenti. La Polizia Scientifica ha quindi effettuato i rilievi necessari alla ricerca di bossoli, tracce e altri elementi utili per ricostruire la dinamica della sparatoria.
L'episodio assume un peso ancora maggiore se inserito nel contesto degli ultimi mesi. Secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa, quella avvenuta in via delle Dolomiti sarebbe infatti la terza stesa registrata in meno di un mese nell'area di Secondigliano. Una successione di episodi che sta alimentando il timore tra i residenti e che viene attentamente monitorata dalle forze dell'ordine.
Il rione Berlingieri e le zone immediatamente circostanti sono da tempo al centro dell'attenzione degli investigatori per le tensioni tra gruppi criminali contrapposti. Gli arresti di diversi esponenti della criminalità organizzata avrebbero modificato gli equilibri presenti sul territorio, lasciando spazio, secondo le ipotesi investigative riferite dalla stampa, a gruppi più giovani intenzionati a conquistare posizioni di controllo.
Tra le ipotesi al vaglio viene indicata anche una possibile contrapposizione tra ambienti criminali riconducibili a gruppi differenti. Da una parte ci sarebbe un gruppo ritenuto vicino al clan Licciardi, con riferimenti nella zona della Masseria Cardone; dall'altra giovani che graviterebbero nell'orbita della Vanella Grassi di Secondigliano. È fondamentale sottolineare che si tratta di ricostruzioni investigative e giornalistiche e che eventuali responsabilità individuali dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
Il rischio che preoccupa maggiormente è quello di una nuova escalation. Quando gli equilibri criminali di un territorio vengono modificati da arresti, scarcerazioni o dall'emergere di nuovi gruppi, gli investigatori prestano particolare attenzione a episodi apparentemente distinti che potrebbero invece essere collegati da una stessa dinamica. Le stese, in questo contesto, possono rappresentare non soltanto episodi di violenza isolati, ma anche segnali intimidatori destinati a comunicare la presenza di un determinato gruppo sul territorio.
Negli ultimi mesi, inoltre, non sono mancati altri episodi di violenza nella zona. A marzo un giovane di 20 anni sarebbe stato accoltellato in strada, mentre nelle settimane precedenti un altro episodio aveva visto un ragazzo raggiunto da colpi di pistola alle gambe. Nel corso dello stesso raid sarebbe rimasto ferito anche un giovane ritenuto imparentato con ambienti vicini al clan Licciardi. Elementi che, considerati nel loro insieme, hanno contribuito a creare un quadro di crescente tensione.
La nuova sparatoria di via delle Dolomiti riporta quindi al centro dell'attenzione la situazione del rione Berlingieri e, più in generale, quella dell'area nord di Napoli. Per i residenti il problema non riguarda soltanto le dinamiche criminali, ma soprattutto la paura di trovarsi casualmente coinvolti in episodi di violenza mentre si percorrono le strade del quartiere, si torna a casa o si accompagnano i propri figli.
Una stesa in strada, infatti, non colpisce soltanto eventuali destinatari dell'intimidazione. I proiettili esplosi in un'area abitata possono rappresentare un pericolo imprevedibile per chiunque si trovi nelle vicinanze. È proprio questo uno degli aspetti che maggiormente preoccupa gli abitanti dopo quanto avvenuto in via delle Dolomiti.
La vicenda è ora al vaglio della Polizia di Stato. Gli investigatori dovranno cercare di ricostruire con precisione la sequenza dei fatti, stabilire quanti colpi siano stati effettivamente esplosi, individuare eventuali mezzi utilizzati dai responsabili e verificare la presenza di sistemi di videosorveglianza che possano aver immortalato il passaggio dello scooter o dei presunti autori del raid.
Un ruolo importante potrebbe essere svolto proprio dalle telecamere presenti nella zona. Le immagini, qualora disponibili e sufficientemente nitide, potrebbero consentire di individuare il percorso seguito dagli autori prima e dopo la sparatoria, fornendo agli investigatori elementi utili per identificarli. Anche le testimonianze dei residenti potrebbero risultare decisive per ricostruire l'accaduto.
Al momento, comunque, non risultano persone ferite. È questo il dato più importante sul piano dell'incolumità pubblica, anche se la presenza di colpi d'arma da fuoco in strada resta un episodio estremamente grave e preoccupante. Saranno gli accertamenti della Polizia a chiarire se si sia trattato di un atto intimidatorio legato alle tensioni tra gruppi criminali oppure di un episodio maturato per altre ragioni.
La paura resta però evidente tra gli abitanti del rione Berlingieri. Dopo una serata che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia, il quartiere si interroga sulla situazione della sicurezza e sulla necessità di mantenere alta l'attenzione nelle zone maggiormente interessate dagli episodi di criminalità.
La nuova stesa arriva inoltre in un periodo particolarmente delicato per Secondigliano, dove negli ultimi mesi le forze dell'ordine hanno intensificato controlli, arresti e attività investigative contro i gruppi criminali presenti sul territorio. Proprio gli arresti dei soggetti ritenuti maggiormente influenti possono determinare cambiamenti negli equilibri, motivo per cui gli investigatori continuano a monitorare con particolare attenzione i movimenti dei gruppi emergenti.
Il timore espresso da alcuni residenti è che la successione di sparatorie possa rappresentare l'inizio di una fase ancora più violenta. Al momento, però, parlare di una nuova faida sarebbe prematuro. Saranno le indagini a stabilire se esista effettivamente un collegamento tra i diversi episodi registrati nelle ultime settimane e se dietro i raid vi sia una precisa strategia di contrapposizione criminale.
Resta intanto la fotografia di una serata di paura a Secondigliano: colpi di pistola esplosi in via delle Dolomiti, residenti costretti a fare i conti con il rumore delle armi da fuoco, l'arrivo delle volanti e della Scientifica e una strada trasformata per alcuni minuti nella scena di un'indagine. Tre bossoli calibro 9x21 sono stati repertati dagli investigatori, mentre le testimonianze raccolte parlano di almeno dieci colpi esplosi.
La speranza dei cittadini è che l'episodio possa essere rapidamente chiarito e che gli investigatori riescano a individuare i responsabili. Ma soprattutto che la situazione non degeneri ulteriormente e che non si verifichino nuovi raid armati nelle strade del quartiere.
Perché il dato che più preoccupa, al di là delle dinamiche criminali ancora da ricostruire, è che gli spari siano avvenuti in una zona abitata, dove potevano trovarsi bambini, famiglie e semplici passanti. Ed è proprio questo elemento a rendere la nuova stesa del rione Berlingieri un episodio che riaccende con forza l'attenzione sulla sicurezza a Secondigliano e nell'intera periferia nord di Napoli.

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