Nuovo intervento delle forze dell'ordine nell'area nord di Napoli, dove i Carabinieri della Stazione di Secondigliano hanno effettuato un controllo nella zona della Masseria Cardone, a Miano, territorio da anni al centro dell'attenzione investigativa perché ritenuto una delle storiche roccaforti del clan Licciardi. Lo riporta il quotidiano online Internapoli.it.
L'attività, svolta nel corso di un ordinario servizio di controllo del territorio, ha portato alla denuncia in stato di libertà di tre uomini, ritenuti responsabili, allo stato degli accertamenti, dei reati di ricettazione e riciclaggio.
Secondo quanto riportato dal quotidiano online Internapoli, i militari dell'Arma stavano effettuando verifiche in via Francesco Rismondi quando hanno fermato tre persone identificate con le iniziali L.E., P.M. e S.D.L. per un normale controllo.
Durante gli accertamenti i Carabinieri avrebbero rinvenuto circa 19mila euro in denaro contante. Alla richiesta di spiegazioni sulla provenienza della somma, i tre non sarebbero stati in grado di fornire una giustificazione ritenuta adeguata dagli investigatori.
Da quel momento la situazione si sarebbe fatta particolarmente tesa. Tra i militari e gli uomini controllati sarebbe nata una discussione, descritta come animata, probabilmente legata al timore delle conseguenze giudiziarie derivanti dal ritrovamento del denaro.
La tensione non è comunque degenerata e i Carabinieri hanno completato tutte le verifiche previste dalla procedura, procedendo alla denuncia dei tre uomini all'autorità giudiziaria.
L'episodio assume particolare rilievo anche per il contesto nel quale è avvenuto. La Masseria Cardone rappresenta infatti una delle aree più monitorate dalle forze dell'ordine nell'ambito delle attività di contrasto alla criminalità organizzata nell'area nord di Napoli. Da anni questa zona è oggetto di controlli continui da parte di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, impegnati nel presidio del territorio e nel contrasto ai fenomeni criminali.
Secondo quanto riferito dalla stessa fonte giornalistica, uno dei tre denunciati sarebbe un soggetto molto conosciuto nell'ambiente criminale locale e risulterebbe direttamente imparentato con Vincenzo e Maria Licciardi, figure appartenenti alla famiglia che dà il nome all'omonimo clan, storicamente considerato uno dei gruppi di riferimento dell'Alleanza di Secondigliano.
Proprio questo elemento rappresenta uno degli aspetti sui quali potrebbero concentrarsi gli ulteriori approfondimenti investigativi, insieme alla provenienza della consistente somma di denaro sequestrata durante il controllo.
Le verifiche proseguiranno per accertare l'origine dei circa 19mila euro rinvenuti e per chiarire ogni aspetto della vicenda. Saranno gli accertamenti patrimoniali e le indagini delegate dall'autorità giudiziaria a stabilire se il denaro possa essere collegato ad attività illecite oppure se emergeranno elementi diversi.
L'operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di controllo del territorio che, ormai da mesi, interessa i quartieri di Secondigliano, Miano e Scampia, con servizi straordinari finalizzati al contrasto dello spaccio di droga, delle armi illegali, dei patrimoni di sospetta provenienza illecita e delle attività riconducibili alla criminalità organizzata.
Come previsto dalla normativa vigente, le persone denunciate sono da ritenersi presunte innocenti fino a un eventuale accertamento definitivo delle responsabilità con sentenza irrevocabile.

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