A Secondigliano c’è un’immagine che nelle ultime settimane ha riacceso il dibattito sullo stato degli spazi pubblici destinati ai giovani e alle famiglie. Alcuni ragazzi giocano a basket all’interno dell’Oasi del Bimbo, storico parco di corso Secondigliano, utilizzando un campo che conserva ancora il tabellone ma non il canestro. Una scena che ha fatto rapidamente il giro dei social e delle testate locali, diventando il simbolo di una questione più ampia che riguarda il futuro di uno dei luoghi più conosciuti del quartiere.
L’episodio è stato accostato da molti al recente caso emerso a Marano di Napoli, dove un video di giovani costretti a giocare a basket senza canestro ha attirato l’attenzione nazionale e persino quella del mondo sportivo. A Secondigliano la situazione presenta caratteristiche simili e apre interrogativi sullo stato delle strutture sportive di prossimità, proprio mentre Napoli si prepara a vivere il 2026 da Capitale Europea dello Sport.
L’Oasi del Bimbo rappresenta da decenni un punto di riferimento per diverse generazioni di residenti. Situata lungo uno degli assi principali del quartiere, è stata per anni frequentata quotidianamente da famiglie, bambini e ragazzi. Per molti abitanti di Secondigliano il nome stesso del parco richiama ricordi legati all’infanzia, alle giostre, agli incontri tra famiglie e ai momenti trascorsi all’aria aperta in uno spazio che costituiva un importante luogo di aggregazione sociale.
Negli anni passati il parco era caratterizzato dalla presenza delle attrazioni dedicate ai più piccoli, elemento che contribuiva a mantenere viva e frequentata l’area. La presenza costante degli operatori garantiva inoltre una forma di presidio informale che favoriva ordine, pulizia e manutenzione ordinaria. Con la progressiva rimozione delle giostre e la cessazione di alcune attività che animavano il sito, il parco ha però iniziato a vivere una fase diversa, caratterizzata da una minore frequentazione e da crescenti difficoltà nella gestione degli spazi.
Oggi l’Oasi del Bimbo continua a far parte del patrimonio pubblico della Municipalità 7 e risulta inserita tra le aree verdi e gli spazi destinati alla socialità del territorio. Al suo interno sono presenti aree pavimentate, spazi verdi, panche, tavolini e impianti sportivi. Proprio il campo da basket è diventato negli ultimi giorni il simbolo delle criticità segnalate dai residenti.
Le immagini diffuse mostrano infatti ragazzi che continuano a utilizzare il campetto nonostante l’assenza del canestro. Una situazione che evidenzia da un lato la volontà dei giovani di appropriarsi positivamente degli spazi pubblici e dall’altro la necessità di garantire una manutenzione costante delle strutture esistenti.
La vicenda assume un significato particolare alla luce del riconoscimento assegnato a Napoli come Capitale Europea dello Sport 2026. Un titolo prestigioso che richiama l’attenzione non soltanto sui grandi eventi sportivi e sulle manifestazioni ufficiali, ma anche sulle infrastrutture di quartiere che rappresentano il primo contatto tra i giovani e la pratica sportiva.
Per molti residenti il tema non riguarda soltanto un canestro mancante ma il futuro complessivo dell’intera area. Negli ultimi anni numerose associazioni e cittadini hanno più volte evidenziato la necessità di valorizzare maggiormente gli spazi pubblici presenti nelle periferie cittadine, considerandoli strumenti fondamentali per promuovere aggregazione, inclusione e socializzazione.
Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale Pasquale Esposito, da sempre legato al territorio di Secondigliano. Il rappresentante istituzionale ha sottolineato come sia necessario distinguere la vicenda delle giostre da quella relativa agli impianti sportivi presenti nel parco. Secondo Esposito, una parte dell’area risulta già affidata e utilizzata attraverso convenzioni che ne garantiscono la manutenzione, mentre altre zone necessitano di interventi e di una destinazione più chiara.
Il consigliere ha ricordato come l’Oasi del Bimbo abbia rappresentato per anni un luogo centrale nella vita del quartiere e come sia fondamentale evitare che uno spazio così importante resti privo di una funzione definita. L’obiettivo, secondo questa visione, dovrebbe essere quello di riportare il parco a essere un punto di riferimento per famiglie, bambini, giovani e anziani.
Per quanto riguarda il campo da basket, il problema appare tecnicamente limitato ma simbolicamente rilevante. La struttura esiste già e in passato sarebbe stata interessata da interventi di recupero. La mancanza del canestro viene quindi percepita da molti cittadini come il segnale di una manutenzione insufficiente piuttosto che come una criticità strutturale di difficile soluzione.
Parallelamente si continua a discutere anche del futuro della parte storicamente occupata dalle giostre. Diverse ipotesi sono state avanzate nel corso del tempo, comprese forme di collaborazione tra istituzioni, associazioni e soggetti privati per garantire una gestione condivisa degli spazi. L’idea di fondo è quella di evitare che aree pubbliche strategiche possano rimanere inutilizzate o degradarsi progressivamente.
Tra le proposte emerse vi è anche quella di attivare un tavolo operativo tra Municipalità, Comune di Napoli e uffici competenti per definire un progetto complessivo di rilancio dell’Oasi del Bimbo. Un confronto che potrebbe coinvolgere anche realtà associative e sportive interessate a contribuire alla valorizzazione del sito.
Il dibattito resta aperto e coinvolge un tema che va oltre i confini del singolo parco. In molti quartieri della città, infatti, il problema della manutenzione delle piccole strutture sportive rappresenta una questione ricorrente. Campetti, aree verdi e spazi pubblici costituiscono spesso il primo presidio sociale per centinaia di ragazzi e la loro efficienza viene considerata essenziale per favorire opportunità di incontro e crescita.
A Secondigliano l’Oasi del Bimbo continua a rappresentare un simbolo riconoscibile della vita di quartiere. Per chi l’ha frequentata da bambino, per chi oggi la attraversa quotidianamente e per le nuove generazioni che cercano spazi dove trascorrere il proprio tempo libero, il recupero del parco assume un valore che va ben oltre la semplice manutenzione di una struttura sportiva.
La speranza di molti residenti è che il caso del canestro mancante possa trasformarsi in un’occasione concreta per riportare l’attenzione sull’intero complesso, favorendo interventi capaci di restituire piena funzionalità a uno spazio che per anni ha rappresentato un punto di riferimento per Secondigliano. In attesa di sviluppi, il dibattito continua e il quartiere guarda con interesse alle possibili iniziative che potrebbero segnare una nuova fase per uno dei suoi luoghi più conosciuti.

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