Una mattinata di scuola trasformata improvvisamente in un episodio di violenza che ha sconvolto studenti, docenti e famiglie. È quanto accaduto all’istituto Istituto Duca di Buonvicino di Capodichino, dove un ragazzo di 16 anni è finito in ospedale con una grave contusione renale dopo essere stato colpito da un banco durante una lite avvenuta in aula.
L’episodio, riportato da Il Mattino, si sarebbe verificato nella mattinata di giovedì durante la terza ora di lezione, all’interno di una classe del terzo anno. Secondo la ricostruzione emersa nelle ultime ore, tutto sarebbe iniziato da un banale momento di confusione tra i banchi, degenerato nel giro di pochi istanti in un’aggressione fisica che avrebbe avuto conseguenze molto serie per uno degli studenti coinvolti.
La dinamica raccontata nei documenti scolastici appare tanto rapida quanto violenta. In aula alcuni studenti avrebbero iniziato a lanciarsi palline di carta durante la lezione. Un comportamento che avrebbe spinto l’insegnante presente in classe a intervenire immediatamente per riportare la calma, annotando una nota disciplinare sul registro e invitando gli alunni a ripulire l’aula.
Secondo quanto ricostruito, però, uno dei ragazzi coinvolti non avrebbe reagito bene al richiamo. Il giovane si sarebbe alzato improvvisamente sferrando un violento calcio contro il banco di un compagno. Il banco, spinto con forza, avrebbe colpito il sedicenne travolgendolo.
Nell’immediatezza dei fatti, il ragazzo ferito non avrebbe manifestato particolari sintomi. Dopo il colpo avrebbe infatti continuato normalmente la mattinata scolastica senza lamentare dolori evidenti o malesseri tali da far pensare a conseguenze gravi.
La situazione sarebbe precipitata soltanto il giorno successivo. Nel pomeriggio di venerdì, infatti, il sedicenne avrebbe iniziato ad accusare sintomi preoccupanti, arrivando addirittura a urinare sangue. A quel punto i familiari, spaventati dalla situazione, lo hanno accompagnato d’urgenza all’ospedale CTO Napoli.
Una volta arrivato al pronto soccorso, il personale sanitario avrebbe immediatamente compreso la delicatezza del caso attivando i protocolli d’urgenza previsti per i traumi interni. Gli accertamenti eseguiti dai medici avrebbero evidenziato una seria contusione al rene sinistro provocata proprio dall’impatto subito durante l’episodio avvenuto in aula.
Secondo quanto riferito dal direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina d’Emergenza Urgenza, Mario Guarino, una prima ecografia avrebbe evidenziato una lesione sospetta compatibile con una contusione renale. Il giovane è stato quindi trattato come codice giallo all’interno della Shock Room del pronto soccorso.
A seguire, il ragazzo è stato ricoverato nel reparto di Chirurgia dove resta sotto stretta osservazione medica. La prognosi stabilita dai sanitari è di 25 giorni, ma i medici continuano a monitorare attentamente le sue condizioni cliniche.
La vicenda ha provocato forte sconcerto all’interno della scuola. Secondo quanto emerso, i due studenti coinvolti non sarebbero mai stati considerati soggetti problematici o particolarmente violenti. La stessa dirigenza scolastica li descriverebbe come ragazzi vivaci ma tranquilli, inseriti normalmente nel contesto scolastico.
Un elemento che ha colpito particolarmente docenti e personale scolastico riguarda il fatto che entrambi i ragazzi frequenterebbero anche attività extracurricolari dedicate alla cittadinanza attiva e all’educazione civica. Proprio per questo l’episodio viene vissuto come qualcosa di improvviso e difficilmente prevedibile.
Nelle ore successive ai fatti, la dirigente scolastica Carmela Musello ha espresso vicinanza alla famiglia del ragazzo ferito e forte amarezza per quanto accaduto tra le mura dell’istituto. La preside ha parlato apertamente di una sensazione di sconfitta davanti a episodi che vanno in direzione opposta rispetto ai valori educativi trasmessi quotidianamente dalla scuola.
Il caso è ora al vaglio del consiglio di classe che dovrà valutare eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dello studente responsabile del gesto. Parallelamente, la vicenda ha riacceso il dibattito sul crescente fenomeno della violenza tra adolescenti e sulle difficoltà educative che scuole e famiglie si trovano sempre più spesso ad affrontare.
Secondo la dirigente scolastica, episodi del genere rappresentano un campanello d’allarme rispetto a una crescente aggressività presente tra molti giovani. Un disagio che, secondo la preside, sarebbe alimentato anche dall’uso eccessivo dei social network e dei cellulari, strumenti che in alcuni casi finirebbero per isolare i ragazzi e ridurre la loro capacità di comunicazione reale.
Il tema della violenza scolastica è tornato così nuovamente al centro dell’attenzione nel territorio napoletano. Quanto accaduto al Duca di Buonvicino assume un peso ancora maggiore considerando il ruolo storico dell’istituto, da anni considerato punto di riferimento in Campania per i percorsi di inclusione scolastica e cittadinanza attiva.
La scuola di calata Capodichino è infatti istituto capofila della rete inclusiva delle scuole campane e promuove quotidianamente attività legate al rispetto reciproco, all’inclusione sociale e alla convivenza civile. Proprio per questo l’episodio ha colpito profondamente l’intera comunità scolastica. Resta lo shock per un episodio nato apparentemente da un gioco tra compagni e degenerato in pochi istanti fino a provocare conseguenze fisiche molto serie per uno studente di appena 16 anni.

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