Da settimane, lungo Via Regina Margherita — una delle arterie più trafficate e centrali tra Miano e Secondigliano — si vive una situazione che i residenti definiscono senza mezzi termini un incubo quotidiano. Non si tratta di un episodio isolato o di una serie di singole serate difficili: siamo davanti a un fenomeno che si ripete con una frequenza impressionante, soprattutto nelle ore serali e notturne, quando le strade dei quartieri dovrebbero tornare tranquille e consentire a chi lavora o studia di riposare. Invece, la zona si trasforma in un’area di ritrovo per gruppi di giovani in motorino che percorrono l'intera via con andature spericolate, accelerazioni violente, continue impennate, strombazzate e urla che rimbalzano tra i palazzi come un’eco costante.
Le segnalazioni giunte a Periferiamonews nelle ultime ore raccontano tutte la stessa storia: ronde di motorini che si muovono in gruppo, spesso in dieci, quindici o addirittura venti alla volta, percorrendo avanti e indietro la strada come se fosse una pista privata. I residenti parlano di un rumore assordante che inizia già intorno alle 21 e va avanti anche oltre le due o tre del mattino, rendendo impossibile addormentarsi o mantenere un minimo di serenità. C’è chi riferisce di bambini svegliati in piena notte, chi racconta di persone anziane spaventate dal caos, chi semplicemente non riesce più a rilassarsi dopo una giornata di lavoro perché ogni pochi minuti la strada viene attraversata da un nuovo gruppo rumoroso.
In alcuni punti di Via Regina Margherita si creano vere e proprie zone di aggregazione. Ragazzi che, dopo aver sfrecciato più volte lungo la strada, si fermano agli angoli, parlano ad alta voce, litigano, ascoltano musica ad alto volume o tengono i motori accesi anche quando sono fermi. Le lamentele dei residenti riferiscono di gruppi che si riuniscono sotto i portoni, davanti ai negozi o sul marciapiede, intralciando il passaggio e costringendo gli abitanti a cambiare percorso o ad aspettare che si spostino. Una situazione di disagio continuo che sta portando sempre più persone a chiedere interventi immediati e concreti.
Molti residenti denunciano un clima di impunità: “Sanno benissimo che nessuno li ferma, nessuno li controlla, e allora si sentono liberi di fare tutto quello che vogliono”, racconta una signora che vive da oltre trent’anni nella zona. “Una volta via Regina Margherita era una strada viva, piena di famiglie, ora dopo una certa ora la gente ha paura persino di affacciarsi al balcone”. Il problema non riguarda solo il disturbo della quiete pubblica, ma anche la sicurezza: i passaggi continui a velocità elevata mettono in pericolo chi attraversa la strada, chi scende da un’auto o chi esce dal portone di casa. Alcuni residenti parlano di situazioni sfiorate per un soffio, con motorini che passano a pochi centimetri dalle gambe dei passanti, come se le regole non esistessero.
La situazione, inoltre, sembra peggiorare nei fine settimana, quando i gruppi diventano più numerosi e rumorosi, e quando la strada si trasforma in uno scenario quasi fuori controllo. I cittadini raccontano di veri e propri “giri di ispezione” dei motorini, come se stessero controllando il territorio, con passaggi ripetuti ogni pochi minuti. Un fenomeno che molti temono possa anche nascondere dinamiche più complesse di semplice inciviltà, come segnali, incontri, raduni e attività che nulla hanno a che vedere con la semplice passeggiata serale.
Le richieste rivolte alle forze dell’ordine sono ormai quotidiane. I residenti chiedono un rafforzamento dei controlli, pattuglie fisse nelle ore serali, interventi che scoraggino in modo reale chi continua a violare ogni norma del Codice della Strada e ogni regola del buon senso. Alcuni propongono anche l’installazione di telecamere funzionanti — perché molte, denunciano, sono spente da tempo — e dissuasori di velocità che possano frenare i passaggi a tutta velocità. Ma soprattutto si chiede presenza: una presenza reale, visibile, continuativa, che non si limiti a interventi episodici che durano pochi minuti e che non scoraggiano minimamente i responsabili.
Il malcontento cresce anche sui social, dove ormai ogni notte vengono pubblicati video amatoriali che mostrano scooter che sfrecciano, gruppi che urlano, motorini parcheggiati in mezzo alla carreggiata. I commenti sono tutti simili: rabbia, frustrazione, senso di abbandono. Alcuni residenti riferiscono di avere paura che la situazione degeneri, di temere inseguimenti, incidenti, litigi tra giovani o addirittura scontri con i residenti che, esasperati, potrebbero decidere di affrontare direttamente chi sta rovinando la vivibilità del quartiere.
C’è anche chi racconta di aver pensato di trasferirsi. “Non è possibile vivere così”, confessa un padre di famiglia. “Qui non si può riposare, non si può stare tranquilli, non si può neanche aprire la finestra la sera. La strada è diventata un delirio continuo. Non vorrei andar via, perché ho sempre vissuto qui, ma non posso crescere i miei figli in un luogo dove ogni notte sembra una corsa clandestina”. La paura di perdere il controllo del quartiere è palpabile, e il timore principale è che, se non dovesse arrivare un intervento forte, la situazione possa ulteriormente peggiorare nei mesi estivi, quando le serate sono più lunghe e il caldo spinge ancora più ragazzi a uscire fino a tardi.
Il contesto generale della zona, già segnato da criticità storiche legate alla vivibilità urbana, aggiunge ulteriori preoccupazioni. La mancanza di illuminazione adeguata in alcuni tratti, l’assenza di controlli continui, la percezione di insicurezza e il degrado di certe aree fanno da amplificatore a un problema che, secondo molti, è solo la punta dell’iceberg. I residenti chiedono ascolto, risposte, interventi strutturati e non solo temporanei. Chiedono l’attenzione delle istituzioni, della politica, delle forze dell’ordine e di chi può concretamente restituire serenità a una strada che non merita di essere lasciata al caos.
Via Regina Margherita, tra Miano e Secondigliano, è oggi una polveriera sociale che attende un intervento deciso, prima che la situazione sfugga di mano definitivamente. Le voci dei residenti non possono restare inascoltate: non si tratta solo di rumore o di inciviltà, ma di una richiesta collettiva di sicurezza, dignità e rispetto per un territorio che già porta sulle spalle il peso di tante problematiche. Restituire ordine e tranquillità a questa strada non è solo un dovere istituzionale, ma un atto necessario per preservare la qualità della vita dell’intero quartiere.
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