Una distesa di rifiuti, fumi tossici che si alzano nell’aria e un degrado che sembra non avere fine. È questa la scena che si presenta a Cupa Perillo, nel cuore di Scampia, dove un nuovo sopralluogo ha riacceso i riflettori su una delle emergenze ambientali più gravi dell’area nord di Napoli.
A denunciare quanto sta accadendo sono stati il deputato Francesco Emilio Borrelli e l’attivista ambientalista Fabio Armano, che hanno documentato una situazione definita senza mezzi termini “inaccettabile”. Durante il sopralluogo, infatti, non solo sono stati osservati cumuli enormi di rifiuti, ma si sono verificati anche episodi di combustione illegale, con materiali dati alle fiamme proprio mentre era in corso la verifica.
Il quadro che emerge è quello di una vera e propria discarica a cielo aperto. Lungo tutto il perimetro del campo Rom di Cupa Perillo si accumulano tonnellate di rifiuti di ogni genere, con una presenza predominante di scarti tessili. Materiali che, con il passare del tempo e l’esposizione agli agenti atmosferici, rischiano di trasformarsi in rifiuti ancora più pericolosi, aumentando esponenzialmente i rischi per l’ambiente e per la salute pubblica.
Particolarmente grave è il fatto che tutto questo avvenga nonostante la presenza di un presidio fisso dell’esercito attivo da circa sette anni. Una misura che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto arginare il fenomeno degli sversamenti abusivi, ma che, alla luce dei fatti, non sembra aver prodotto i risultati sperati.
Secondo quanto denunciato, infatti, gli sversamenti non si sarebbero mai fermati. Anzi, nel tempo si sarebbero consolidati, trasformando l’area in un punto critico per l’intero territorio. Una situazione che solleva interrogativi importanti sull’efficacia dei controlli e sulla necessità di un cambio di strategia.
Le immagini e le testimonianze raccolte durante il sopralluogo parlano di una realtà complessa, dove il degrado ambientale si intreccia con problematiche sociali e urbanistiche. Cupa Perillo, da anni al centro di progetti di riqualificazione mai completamente realizzati, continua a rappresentare una ferita aperta per la città.
Il nodo principale, secondo i denuncianti, è chiaro: prima di qualsiasi intervento di riqualificazione o trasferimento degli abitanti, è necessario affrontare con decisione l’emergenza ambientale. La bonifica dell’area viene indicata come una priorità assoluta, una condizione imprescindibile per qualsiasi progetto futuro.
Il rischio, infatti, è che il tempo giochi contro. Ogni giorno che passa, i rifiuti accumulati possono deteriorarsi ulteriormente, trasformandosi in materiali ancora più difficili e costosi da smaltire. Senza contare l’impatto immediato sull’aria e sul suolo, soprattutto quando si verificano roghi illegali, come quello documentato durante il sopralluogo.
Da qui la richiesta di interventi immediati e concreti. Non solo la rimozione dei rifiuti già presenti, ma anche un rafforzamento dei controlli per impedire nuovi sversamenti. In particolare, viene sottolineata la necessità di affiancare alle forze militari anche le forze dell’ordine, dotate di poteri operativi più ampi per contrastare efficacemente le attività illegali.
Il tema dei roghi e degli sversamenti abusivi, del resto, non è nuovo per l’area nord di Napoli, spesso associata a fenomeni di inquinamento ambientale che negli anni hanno destato forte preoccupazione tra i residenti. Episodi come quello di Cupa Perillo contribuiscono ad alimentare un senso diffuso di abbandono e sfiducia nelle istituzioni.
Eppure, la posta in gioco è altissima. Non si tratta solo di decoro urbano, ma di salute pubblica, sicurezza e qualità della vita. Un territorio che continua a convivere con discariche abusive e incendi tossici rischia di compromettere il proprio futuro, rendendo sempre più difficile qualsiasi percorso di rinascita.
La speranza è che la nuova denuncia possa rappresentare un punto di svolta, spingendo le istituzioni a intervenire con decisione e continuità. Perché senza una bonifica reale e duratura, ogni progetto di riqualificazione rischia di restare sulla carta.
Cupa Perillo, oggi, è il simbolo di una battaglia ancora aperta: quella per il diritto a vivere in un ambiente sano, libero da rifiuti e da pericoli. Una battaglia che riguarda non solo Scampia, ma l’intera città di Napoli, chiamata ancora una volta a confrontarsi con le proprie contraddizioni e con la necessità di trovare soluzioni concrete e definitive.
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