Momenti di forte preoccupazione in una scuola di Secondigliano, dove un alunno di 13 anni è stato sorpreso in classe con una penna modificata contenente una lama da taglierino. L’episodio è avvenuto all’interno dell’Istituto comprensivo Savio-Alfieri e ha portato all’immediato intervento dei Arma dei Carabinieri, allertati direttamente dalla dirigente scolastica che ha attivato la procedura di sicurezza prevista in casi di possesso di oggetti pericolosi.
La scena si è svolta durante una normale lezione mattutina. L’insegnante di matematica e la docente di sostegno hanno notato il tredicenne mentre estraeva dallo zaino un oggetto e lo mostrava al compagno di banco. Insospettite dal gesto, le docenti sono intervenute immediatamente. A prima vista sembrava una semplice penna o un pennarello, ma controllando meglio hanno scoperto che si trattava di un congegno artigianale potenzialmente molto pericoloso.
L’oggetto era composto da un tubicino di plastica con all’estremità una lama di ricambio numero 11 da taglierino di precisione, sottile e particolarmente affilata, coperta da un tappo per penna. Una lama di questo tipo, comunemente utilizzata per lavori di precisione e modellismo, è in grado di provocare ferite profonde. La scoperta ha fatto scattare immediatamente l’allarme interno alla scuola.
La dirigente scolastica ha contattato i carabinieri e convocato un consiglio straordinario d’istituto per affrontare la vicenda. I militari, giunti sul posto, hanno sequestrato la penna-taglierino, identificato il minore e segnalato i genitori all’autorità giudiziaria, informando la Procura per i minorenni. Nei confronti del tredicenne è stato avviato anche un procedimento disciplinare interno. Fortunatamente l’episodio non ha causato feriti né situazioni di pericolo immediato, ma ha lasciato sgomento tra docenti e personale scolastico.
Dall’ambiente dell’istituto filtra la consapevolezza che, nonostante campagne di sensibilizzazione e attività educative, l’attenzione debba restare sempre altissima. Chi vive ogni giorno la scuola sa quanto siano fondamentali gli “occhi esperti” di insegnanti e personale per intercettare in tempo comportamenti a rischio. In un istituto frequentato da ragazzi tra i 10 e i 14 anni, la presenza di un oggetto del genere solleva interrogativi profondi sulle motivazioni che possono spingere un giovanissimo a portare a scuola una lama, anche se nascosta e camuffata in un oggetto di uso quotidiano.
L’episodio riporta al centro il tema della sicurezza negli istituti scolastici e della crescente diffusione tra adolescenti e preadolescenti di coltelli e oggetti da taglio. Negli ultimi anni le cronache hanno registrato un aumento di casi simili in diverse città italiane. Le ragioni possono essere molteplici: emulazione di modelli violenti visti sui social, dinamiche di gruppo, bullismo, oppure una percezione distorta della necessità di difendersi.
Il dibattito sui controlli agli ingressi delle scuole torna così di attualità. L’uso dei metal detector, già sperimentato in alcune realtà, divide opinione pubblica ed esperti. Da una parte c’è chi ritiene che strumenti tecnologici possano ridurre concretamente il rischio intercettando armi prima dell’ingresso negli edifici scolastici. Dall’altra emerge la preoccupazione che la scuola, tradizionalmente percepita come spazio protetto e formativo, si trasformi progressivamente in un luogo da presidiare con misure tipiche di contesti ad alto rischio.
Quanto accaduto a Secondigliano evidenzia però che nessuna singola soluzione è sufficiente. Le campagne educative sono fondamentali ma da sole non bastano; la vigilanza del personale scolastico è decisiva ma non può essere onnipresente; i controlli tecnologici possono aiutare ma non sostituire il lavoro educativo. La prevenzione efficace passa necessariamente da un sistema integrato che coinvolga scuola, famiglie e forze dell’ordine.
Educazione alla legalità, gestione dei conflitti, ascolto del disagio giovanile e collaborazione costante tra istituzioni rappresentano strumenti essenziali per intervenire prima che situazioni potenzialmente pericolose degenerino. L’immagine di una lama sottile nascosta in una penna, passata tra le mani di un tredicenne durante una lezione, diventa così il simbolo di una sfida complessa: proteggere la scuola senza snaturarne la funzione educativa.
L’intervento tempestivo delle insegnanti e dei carabinieri ha evitato conseguenze peggiori e dimostra quanto sia cruciale la prontezza nella gestione di episodi del genere. Resta ora il compito di comprendere le motivazioni del gesto e di accompagnare il ragazzo in un percorso educativo adeguato, mentre la comunità scolastica riflette su come rafforzare ulteriormente le misure di prevenzione per garantire che la scuola continui a essere, prima di tutto, un luogo sicuro di crescita e formazione.

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