Cumuli di cartacce, bicchieri abbandonati, contenitori unti lasciati sui marciapiedi e nei pressi delle auto parcheggiate. È questa la fotografia che un nostro lettore ha voluto condividere in “Un gruppo per Secondigliano”, denunciando la situazione all’esterno del McDonald's Miano, nei pressi del centro commerciale La Birreria, in via San Francesco d’Assisi.
“Non se ne può più!!! È possibile svegliarsi tutti i giorni in questo schifo??? La maleducazione di questa gente non ha limiti!!”, scrive il residente, accompagnando lo sfogo con parole cariche di esasperazione. Uno sfogo che in poche ore ha raccolto decine di commenti e reazioni, segno di un malcontento diffuso tra chi vive e attraversa quotidianamente la zona.
La questione non riguarda un singolo episodio isolato, ma una situazione che, secondo quanto riportano diversi cittadini, si ripeterebbe soprattutto nei fine settimana e nelle ore serali, quando l’area intorno al fast food diventa punto di ritrovo per gruppi di giovani e famiglie. Il problema, denunciano i residenti, è ciò che resta dopo: rifiuti sparsi, marciapiedi sporchi, cestini traboccanti.
Tra i commenti emerge un sentimento misto di rabbia e rassegnazione. C’è chi punta il dito contro le nuove generazioni, sostenendo che molti ragazzi non abbiano rispetto per gli spazi pubblici e che questo atteggiamento rischi di perpetuarsi nel tempo. Altri, però, invitano a non semplificare, sottolineando che l’inciviltà non ha età e che spesso anche gli adulti contribuiscono al degrado.
Un residente descrive il marciapiede come “inguardabile”, soprattutto nei fine settimana, mentre un altro invita a mettersi nei panni di chi abita proprio lì e si trova ogni mattina a fare i conti con lo sporco sotto casa. C’è chi propone soluzioni drastiche, come limitare l’asporto o ridurre il packaging, ritenuto eccessivo e facilmente disperso nell’ambiente. Qualcuno suggerisce maggiori controlli e sanzioni, soprattutto il sabato sera, per scoraggiare comportamenti scorretti.
Il tema del packaging e della gestione dei rifiuti è centrale nel dibattito. I contenitori monouso, le buste, i bicchieri e i tovaglioli diventano rapidamente rifiuti urbani se non conferiti correttamente. In un quartiere già complesso come Miano, dove la percezione di abbandono istituzionale è spesso forte, ogni segnale di degrado rischia di amplificare il senso di frustrazione collettiva.
La vicinanza con Secondigliano e Scampia rende l’area de “La Birreria” un crocevia frequentato da centinaia di persone ogni giorno. Proprio per questo, secondo molti cittadini, servirebbe un impegno condiviso tra esercenti, istituzioni e utenti. Da un lato, un potenziamento dei servizi di pulizia e controllo; dall’altro, una maggiore responsabilità individuale.
Alcuni commenti vanno oltre la singola vicenda e riflettono un malessere più profondo. C’è chi parla apertamente di inciviltà diffusa nel quartiere, esprimendo dolore per una realtà che non sembra cambiare nonostante l’amore per il proprio territorio. Parole dure, che raccontano una comunità divisa tra orgoglio e disillusione.
Il caso del McDonald’s di Miano riporta al centro una questione più ampia: il rapporto tra consumo veloce e spazio pubblico. Le aree esterne ai fast food diventano spesso luoghi di aggregazione spontanea, ma senza un’adeguata cultura del rispetto rischiano di trasformarsi in punti critici per il decoro urbano. Non è un problema esclusivo di Miano o di Napoli, ma qui assume un peso specifico maggiore per via delle fragilità sociali e infrastrutturali già esistenti.
Molti residenti chiedono interventi concreti. Più controlli nelle ore serali, campagne di sensibilizzazione rivolte ai giovani, maggiore presenza delle forze dell’ordine nei momenti di maggiore affluenza. C’è chi propone anche un dialogo diretto con la direzione del punto vendita per valutare iniziative condivise, come l’installazione di ulteriori cestini o la promozione di messaggi educativi sul corretto smaltimento dei rifiuti.
Allo stesso tempo, emerge la consapevolezza che nessuna ordinanza o multa potrà sostituire il senso civico. Il rispetto per il quartiere, per le strade, per chi ci vive, parte dai comportamenti quotidiani. Gettare un bicchiere a terra o lasciarlo sul cofano di un’auto non è solo un gesto di superficialità: è un atto che ricade sull’intera comunità.
La denuncia del nostro lettore non è quindi soltanto uno sfogo, ma l’ennesimo campanello d’allarme su una questione che riguarda Miano, Secondigliano e l’intera periferia nord di Napoli. Il degrado urbano non nasce in un giorno e non si risolve in una notte. Richiede responsabilità condivisa, controlli efficaci, ma soprattutto un cambiamento culturale.
Resta l’immagine di un quartiere che chiede rispetto. Di cittadini stanchi di svegliarsi tra cartacce e rifiuti. E di una comunità che, nonostante tutto, continua a far sentire la propria voce nella speranza che qualcosa, prima o poi, cambi davvero.
Posta un commento
0Commenti