Profumo di libri, voci di bambini, parole che diventano comunità. Oggi, 23 febbraio, ha preso il via la terza edizione di BISS – Book Into Street Secondigliano, il festival di letteratura per ragazzi che trasforma le strade di Secondigliano in un grande laboratorio culturale a cielo aperto. L’iniziativa è organizzata da Marotta & Cafiero Editori in collaborazione con la Municipalità 7 del Comune di Napoli, rinnovando un impegno che da oltre quindici anni rappresenta una delle esperienze culturali più significative della periferia nord di Napoli.
Il cuore pulsante del festival è la Biblioteca Guido Dorso, in Piazza Zanardelli, che oggi e domani, dalle 9 alle 14, accoglierà sedici appuntamenti tra presentazioni, dibattiti e laboratori. Centinaia di bambini e ragazzi provenienti non solo da Secondigliano ma da diverse periferie cittadine varcheranno la soglia della biblioteca per incontrare autori, giornalisti, educatori e protagonisti del panorama culturale italiano.
Il tema della terza edizione è ispirato a “Pigliete ‘e suonn’”, brano del rapper di Secondigliano Peppoh, che ha aperto la manifestazione esibendosi insieme al coro dell’I.C. Savio Alfieri. Un titolo che è molto più di uno slogan: è un invito potente, quasi un manifesto culturale. “Prenditi i sogni, difendili, costruiscili. Anche quando sembra difficile. Soprattutto quando sembra impossibile”. È questo il messaggio che attraversa l’intero programma del BISS 2026.
Secondigliano, spesso raccontata solo attraverso cronaca nera e stereotipi televisivi, si rimette al centro attraverso la cultura. Non come vetrina, ma come laboratorio vivo. La periferia diventa luogo di incontro, intreccio di storie e visioni, spazio di costruzione collettiva di un futuro fondato su apertura, partecipazione e bellezza condivisa.
Tra gli appuntamenti più attesi della prima giornata, la presentazione del libro di Vincenzo Moretti, una raccolta di racconti scritti nell’arco di vent’anni che restituiscono uno spaccato autentico della vita quotidiana a Secondigliano. Storie lontane dalla narrazione sensazionalistica delle serie Tv, lontane dalla retorica del degrado, che raccontano invece normalità, relazioni, sfide quotidiane e umanità.
Il secondo giorno sarà dedicato anche a un incontro educativo con Maggie Borrelli, autrice impegnata nel contrasto agli stereotipi e ai tabù. Il suo intervento, rivolto ai ragazzi, affronterà il tema del ciclo mestruale con un linguaggio diretto e inclusivo, spiegando l’importanza di parlarne senza imbarazzo e senza pregiudizi. Un momento di educazione civica e affettiva che punta a smontare false credenze e a promuovere rispetto e consapevolezza.
Grande attesa anche per Roberto Bratti, giornalista e autore del libro “Il gentiluomo del calcio”, dedicato alla figura di Andrés Escobar. La sua storia, tra le più tragiche e simboliche del calcio mondiale, racconta di un difensore elegante e leale, diventato emblema di una Colombia che cercava riscatto attraverso lo sport. L’autogol ai Mondiali del 1994 e le conseguenze drammatiche che ne seguirono diventano occasione per parlare di responsabilità, pressione mediatica e valore umano nello sport.
Tra i protagonisti del festival anche Padre Antonio Loffredo, da anni impegnato in percorsi di rigenerazione sociale e culturale nei territori complessi della città, e Rosario Esposito La Rossa, anima e rappresentante legale di Marotta & Cafiero Editori, che di recente ha celebrato i quindici anni di attività tra Scampia e Secondigliano. Un traguardo che testimonia la continuità di un progetto editoriale nato come scommessa e diventato punto di riferimento nazionale per l’editoria indipendente e sociale.
Ad aprire ufficialmente la manifestazione sono stati l’assessore regionale Andrea Morniroli e l’assessora comunale Maura Striano, affiancati dal presidente della Municipalità 7 Antonio Troiano e dall’assessore municipale Mauro Marotta. La seconda giornata sarà inaugurata dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, mentre la chiusura sarà affidata alla Fanfara dei Carabinieri, presenza ormai simbolica del festival, insieme al consigliere regionale Massimiliano Manfredi.
BISS non è soltanto un festival letterario. È la manifestazione concreta di un lavoro quotidiano fatto di presenza sul territorio, relazioni, opportunità culturali ed economiche. È la dimostrazione che la cultura può essere una risposta strutturale al disagio giovanile, alternativa a un approccio esclusivamente repressivo. Dove spesso le istituzioni intervengono in chiave emergenziale, riducendo il problema a una questione di ordine pubblico, il progetto di Marotta & Cafiero costruisce percorsi di lungo periodo, investendo sull’immaginazione, sulla lettura, sulla possibilità di raccontarsi in modo diverso.
La scelta di portare i libri “in strada” non è casuale. Significa rompere la barriera simbolica che spesso separa la cultura dai quartieri periferici. Significa affermare che non è necessario spostarsi in centro per vivere eventi di qualità nazionale. La Biblioteca Guido Dorso diventa così un presidio culturale stabile, uno spazio attraversato da bambini, ragazzi, famiglie, insegnanti. Un luogo che respira e che restituisce fiducia.
Le parole di Rosario Esposito La Rossa riassumono lo spirito del festival: la promessa fatta tre anni fa è stata mantenuta. Il BISS continuerà, perché la comunità lo vuole, lo sente proprio. “Nuje vulimmo ‘o BISS” non è soltanto un’espressione dialettale, ma la rivendicazione orgogliosa di un territorio che sceglie la cultura come strumento di emancipazione.
In un tempo in cui le periferie vengono spesso raccontate solo per i loro problemi, la terza edizione di Book Into Street Secondigliano rappresenta un controcanto potente. Dimostra che investire sui sogni dei più giovani non è un’utopia, ma una strategia concreta di trasformazione sociale. E che, partendo da una biblioteca di quartiere, si può davvero costruire una comunità capace di immaginare e realizzare il proprio futuro.
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