Maxi operazione contro i reati ambientali nell’area nord di Napoli, dove la Polizia Metropolitana ha messo a segno quattordici sequestri tra Secondigliano, Scampia e le zone di confine con Arzano. L’intervento rientra nel rafforzamento delle attività di contrasto agli illeciti ambientali legate all’emergenza Terra dei Fuochi, sotto il coordinamento del Comandante della Polizia Metropolitana Lucia Rea e in attuazione degli indirizzi operativi successivi alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.
L’operazione è stata condivisa in seno al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, e ha visto la collaborazione dell’Esercito impegnato nell’operazione Strade Sicure. Il bilancio parla di quattordici persone denunciate e di numerose attività produttive finite sotto sequestro, tra officine meccaniche, autocarrozzerie, autolavaggi e aziende attive nel recupero di rottami ferrosi e nella lavorazione del marmo.
Durante i controlli, condotti dalla sezione ambiente della Polizia Metropolitana insieme ai presìdi territoriali di Nola e Pompei e alla sezione stradale, gli agenti hanno individuato situazioni di gestione illecita dei rifiuti, abbandono incontrollato, trasporto abusivo e immissioni non autorizzate in fogna. In uno dei siti ispezionati sono state rinvenute circa quaranta tonnellate di rifiuti speciali. Tra i veicoli controllati, uno è risultato rubato, mentre un pluripregiudicato è stato fermato alla guida di un mezzo senza patente né copertura assicurativa.
Parallelamente all’azione repressiva, prosegue il piano straordinario di bonifica finanziato dal Governo per affrontare l’emergenza rifiuti. Sono stati stanziati oltre otto milioni di euro per la rimozione dei rifiuti abbandonati in diciassette siti considerati prioritari, oltre all’area di Ponte Riccio a Giugliano in Campania. Le operazioni di pulizia rappresentano un’ulteriore accelerazione rispetto agli interventi avviati a settembre 2025, che hanno già portato alla rimozione di oltre 2.200 tonnellate di rifiuti in 44 aree distribuite tra le province di Napoli e Caserta.
A spiegare gli obiettivi del programma è il commissario straordinario Giuseppe Vadalà, che ha sottolineato la volontà di intensificare le bonifiche seguendo criteri di priorità definiti attraverso sopralluoghi tecnici. L’obiettivo dichiarato è smaltire la maggiore quantità possibile di rifiuti entro l’estate, in attuazione del piano operativo nazionale a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
Gli investimenti riguardano in modo significativo anche la provincia di Caserta, con interventi nei comuni di Caserta, Casal di Principe, Capua e in altri centri dell’area aversana. Per la sola bonifica di Ponte Riccio sono stati destinati 2,3 milioni di euro. A presidiare le aree ripulite saranno carabinieri, forze di polizia ed Esercito, coordinati anche dalla prefetta di Caserta Lucia Volpe, con l’obiettivo di prevenire nuovi abbandoni illegali.
Nonostante gli sforzi istituzionali, i comitati civici continuano a segnalare criticità. Il Comitato Kosmos ha recentemente presentato un esposto denunciando il persistere di miasmi nell’area giuglianese-aversana, organizzando un incontro pubblico in piazza Gramsci a Giugliano per sensibilizzare cittadini e istituzioni. Secondo Valentina Centonze, presidente dell’Associazione per l'Esecuzione della Sentenza Cedu, le bonifiche superficiali sono un passo avanti, ma resta la preoccupazione per le discariche profonde e per i siti contaminati non ancora inclusi nei programmi ufficiali.
Segnali di attenzione arrivano anche da Acerra, dove la Polizia Municipale ha sequestrato un rimorchio senza targa e con matricola abrasa, carico di rifiuti speciali mescolati a scarti di lavorazione di pellami, rinvenuto su suolo pubblico in località Torricelli. L’episodio conferma come il fenomeno degli sversamenti illegali resti diffuso e richieda un controllo costante.
Il quadro che emerge è quello di un territorio sotto pressione, dove l’azione dello Stato si intensifica tra sequestri, bonifiche e sorveglianza rafforzata. Le operazioni tra Secondigliano, Scampia e Arzano rappresentano un tassello di una strategia più ampia contro i reati ambientali nella Terra dei Fuochi. Mentre le istituzioni rafforzano la presenza sul campo, comitati e cittadini continuano a chiedere interventi strutturali e duraturi, affinché la tutela dell’ambiente e della salute diventi una priorità stabile e non soltanto emergenziale.
Posta un commento
0Commenti