Dopo 62 anni di attività abbassa definitivamente la saracinesca la storica Salumeria Vito di via Regina Margherita, a Secondigliano, al confine con il quartiere di Miano. Una chiusura che segna profondamente la comunità locale e che rappresenta molto più della fine di un’attività commerciale: se ne va un pezzo di storia, di identità e di memoria collettiva del territorio.
La Salumeria Vito è stata per decenni un punto di riferimento quotidiano per intere generazioni di residenti. Un negozio di quartiere nel senso più autentico del termine, dove dietro il bancone non c’erano solo prodotti alimentari, ma relazioni umane, fiducia, consigli, consuetudini e un modo di fare commercio che oggi sembra appartenere a un’altra epoca. Pane, salumi, vino e prodotti scelti con cura erano solo una parte di ciò che quel luogo rappresentava per Secondigliano.
Situata in una strada storica come via Regina Margherita, arteria di collegamento tra Secondigliano e Miano, la salumeria ha accompagnato l’evoluzione del quartiere, restando sempre un presidio di prossimità e socialità. Un luogo dove si entrava anche solo per salutare, per scambiare due parole, per sentirsi parte di una comunità che si riconosceva nei volti noti e nelle abitudini condivise.
La notizia della chiusura della Salumeria Vito ha suscitato una forte reazione emotiva sui social, dove in poche ore sono comparsi decine e decine di messaggi. Commenti carichi di affetto, nostalgia e riconoscenza, che raccontano meglio di qualsiasi cronaca il valore umano di quell’attività.
Molti ricordano l’infanzia trascorsa passando da quel negozio, altri parlano del pane considerato da tanti il migliore della zona, altri ancora sottolineano la disponibilità costante, anche nei giorni festivi, quando trovare un esercizio aperto era tutt’altro che scontato. Nei messaggi emerge il ritratto di un commerciante stimato, rispettato, sempre presente, capace di instaurare un rapporto autentico con i clienti.
In tanti evidenziano come la chiusura della Salumeria Vito rappresenti simbolicamente il declino del piccolo commercio di quartiere a Secondigliano. Via Regina Margherita, un tempo strada viva e attraversata quotidianamente a piedi, oggi viene descritta come una sequenza sempre più lunga di serrande abbassate. Un fenomeno che non riguarda solo questo negozio, ma che riflette una trasformazione più ampia del tessuto urbano e sociale.
Dalle opinioni emerge anche una riflessione amara sul peso della grande distribuzione organizzata, dei supermercati e dei nuovi modelli di consumo, che hanno progressivamente eroso lo spazio dei negozi storici. Attività fondate sul sacrificio, su orari lunghissimi e su un lavoro continuo che spesso non trova più continuità nelle nuove generazioni, né adeguate tutele economiche e sociali.
Non manca però, accanto alla nostalgia, il riconoscimento di un diritto sacrosanto: quello al meritato riposo dopo una vita interamente dedicata al lavoro. Molti messaggi esprimono affetto sincero e auguri, sottolineando come la Salumeria Vito abbia dato tanto a Secondigliano e come ora sia giusto chiudere questo lungo capitolo con dignità e serenità.
Colpisce anche il numero di commenti arrivati da persone che non vivono più nel quartiere, ma che continuano a sentirsi legate a Secondigliano proprio attraverso luoghi simbolo come questo. Segno evidente di quanto la Salumeria Vito abbia lasciato un’impronta profonda, capace di superare il tempo e la distanza.
La chiusura della Salumeria Vito non è solo una notizia di cronaca locale, ma un racconto che parla di identità, di memoria e di trasformazioni urbane. È la fotografia di una Secondigliano che cambia, spesso troppo in fretta, rischiando di perdere quei punti di riferimento che ne hanno costruito l’anima.
Resta il ricordo di un negozio che è stato casa per molti, scuola di vita per altri e simbolo di un modo di vivere il quartiere fatto di relazioni vere e quotidiane. Un pezzo di Secondigliano che se ne va in silenzio, ma che continuerà a vivere nella memoria di chi ha attraversato quella soglia anche solo una volta.

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