Un intervento nato quasi per caso si è trasformato in un’importante operazione a tutela della fauna selvatica nel quartiere Secondigliano, dove i Carabinieri della Stazione locale hanno scoperto e sequestrato diversi uccelli detenuti illegalmente all’interno di un’abitazione di via Abate Alferio. Un episodio che riporta l’attenzione su un fenomeno ancora diffuso, quello della detenzione illecita di animali selvatici, e sull’importanza dei controlli anche durante le ordinarie attività sul territorio.
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| Foto Il Gazzettino Vesuviano |
I militari dell’Arma, impegnati nello svolgimento di altri accertamenti all’interno di un fabbricato della zona, hanno notato un particolare insolito: la presenza di numerose gabbiette con uccelli all’interno di un locale di pertinenza di un’abitazione. Un dettaglio che non è passato inosservato agli occhi dei Carabinieri di Secondigliano, i quali, insospettiti, hanno deciso di approfondire la situazione con un controllo mirato.
Per le verifiche specifiche è stato richiesto l’intervento delle Guardie Venatorie della LIPU, la Lega Italiana Protezione Uccelli, coordinate dal responsabile regionale, il Cavaliere Giuseppe Salzano. Un’azione congiunta che ha permesso di accertare con precisione la natura e la provenienza degli animali detenuti all’interno del locale.
Al termine del controllo, è emersa la presenza complessiva di 14 uccelli: nove cardellini, specie protetta e quindi detenuta illegalmente, e cinque canarini, per i quali la normativa consente la libera detenzione. Una distinzione fondamentale dal punto di vista giuridico, che ha portato all’immediato sequestro dei cardellini.
I nove esemplari di cardellino sono stati affidati alle cure del Centro Recupero Animali Selvatici dell’ASL Napoli 1, una struttura specializzata che si occupa della riabilitazione degli animali selvatici sottratti alla detenzione illegale o vittime di maltrattamenti. Qui gli uccelli riceveranno tutte le cure necessarie prima di essere gradualmente reinseriti nel loro habitat naturale e tornare finalmente in libertà.
Il proprietario del locale, un uomo di 65 anni, è stato identificato e denunciato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli per detenzione illegale di fauna selvatica. Un reato previsto e punito dalla normativa vigente, che tutela le specie protette e mira a contrastare pratiche che arrecano gravi danni all’equilibrio dell’ecosistema.
Sull’operazione è intervenuto anche l’avvocato Fabio Procaccini, delegato LIPU per Napoli, che ha espresso parole di apprezzamento per l’operato delle forze dell’ordine. Secondo Procaccini, l’attenzione dimostrata dai Carabinieri della Stazione di Secondigliano è un esempio concreto di come il controllo del territorio possa produrre risultati significativi anche nella difesa dell’ambiente e della biodiversità.
Grazie a questo intervento, nove cardellini potranno tornare a vivere liberi, sottratti a una detenzione che ne comprometteva il benessere e la sopravvivenza. Un risultato che, come sottolineato dalla LIPU, potrebbe avere anche un valore educativo e deterrente, scoraggiando chi ancora pensa di poter detenere illegalmente animali selvatici senza conseguenze.
Il cardellino è una specie particolarmente colpita dal bracconaggio e dal commercio illegale, soprattutto per il suo canto e per il valore che viene attribuito nel mercato nero. La sua cattura e detenzione rappresentano non solo un reato, ma anche una minaccia concreta alla conservazione della specie, già messa a dura prova dalla riduzione degli habitat naturali e dall’inquinamento.
L’episodio avvenuto a Secondigliano dimostra come la collaborazione tra forze dell’ordine e associazioni ambientaliste possa rivelarsi decisiva nella lotta contro i reati ambientali. Un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale, che contribuisce a difendere il patrimonio naturale anche nei contesti urbani più complessi.
Ancora una volta, Secondigliano finisce al centro della cronaca, questa volta per una vicenda che racconta un volto diverso del territorio: quello dell’attenzione, della legalità e del rispetto per l’ambiente. Un segnale importante, che ribadisce come il presidio costante delle istituzioni e il senso del dovere degli operatori possano fare la differenza.
La speranza è che episodi come questo contribuiscano a diffondere una maggiore consapevolezza sul valore della fauna selvatica e sull’importanza di proteggerla, ricordando che la libertà degli animali non è un dettaglio, ma un diritto da tutelare ogni giorno, anche nei quartieri della periferia nord di Napoli.

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