Un’operazione mirata al contrasto del lavoro sommerso e alla tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro ha portato nelle scorse ore i carabinieri a effettuare un blitz a Secondigliano, spesso al centro di controlli serrati da parte delle forze dell’ordine. I militari della compagnia Napoli Stella, affiancati dai colleghi della stazione di Secondigliano, dal Nucleo Ispettorato del Lavoro e dal Nas, hanno passato al setaccio diverse attività commerciali della zona per verificare il rispetto delle normative vigenti in materia di lavoro e sicurezza alimentare. L’attenzione si è concentrata in particolare su un forno situato in via Cassano, all’angolo con via Imperatore, dove i controlli hanno fatto emergere una serie di irregolarità che hanno portato a un provvedimento immediato.
All’interno dell’attività sono stati trovati cinque lavoratori, tre dei quali impiegati completamente in nero e dunque privi di qualsiasi contratto regolare, copertura assicurativa o tutela previdenziale. Un dato che ha subito fatto scattare l’intervento degli ispettori e dei carabinieri, che hanno proceduto con la sospensione dell’attività e con la denuncia a carico dell’amministratrice unica della società. La donna è stata deferita all’Autorità Giudiziaria per le violazioni accertate, che oltre a riguardare la gestione del personale hanno interessato anche la qualità e la conformità dei prodotti alimentari destinati alla vendita. Nel corso dell’ispezione, infatti, i carabinieri del Nas hanno sequestrato circa 150 chili di prodotti da forno risultati non conformi alle normative vigenti.
Le sanzioni elevate a carico dell’attività hanno raggiunto la cifra complessiva di circa 22mila euro, somma che tiene conto sia delle violazioni in materia di lavoro che delle irregolarità riscontrate in merito alla sicurezza alimentare. Il provvedimento di sospensione rappresenta un segnale forte nei confronti di un settore che, seppur tradizionalmente radicato nel tessuto economico e sociale dei quartieri popolari napoletani, non può sottrarsi al rispetto delle leggi e delle regole poste a tutela dei lavoratori e dei consumatori.
Il blitz rientra in un’operazione più ampia che da tempo vede impegnati i carabinieri sul territorio di Secondigliano e nelle aree limitrofe, con l’obiettivo di prevenire e reprimere fenomeni di illegalità diffusa legati al lavoro irregolare, alla mancanza di misure di sicurezza e alla distribuzione di prodotti non controllati. Gli interventi delle forze dell’ordine mirano a garantire condizioni di lavoro dignitose per i dipendenti e maggiore sicurezza per i cittadini che acquistano prodotti alimentari nei negozi di quartiere. La presenza di lavoratori in nero non solo priva gli stessi delle tutele basilari in caso di malattia o infortunio, ma contribuisce anche a creare un sistema economico distorto che penalizza gli imprenditori onesti.
L’operazione dei carabinieri ha avuto un forte impatto sul quartiere, dove la notizia si è rapidamente diffusa tra residenti e commercianti, molti dei quali hanno commentato la vicenda sottolineando la necessità di controlli frequenti per garantire regole uguali per tutti. Non è la prima volta che le autorità competenti intervengono su attività commerciali della zona, ma il sequestro di una quantità così significativa di prodotti da forno ha suscitato particolare attenzione, soprattutto perché riguarda un alimento di largo consumo quotidiano come il pane.
Il lavoro in nero resta una delle problematiche più gravi per il tessuto produttivo di Napoli e della Campania, fenomeno radicato che alimenta precarietà, sfruttamento e concorrenza sleale. I controlli a tappeto condotti dalle forze dell’ordine rappresentano un passo importante per arginare una piaga che, nonostante le difficoltà, continua a emergere in maniera preoccupante. La vicenda del forno di via Cassano conferma come la lotta all’illegalità non possa fermarsi e come sia fondamentale mantenere alta l’attenzione su settori apparentemente tradizionali e popolari, ma che in diversi casi nascondono irregolarità rilevanti.
Secondigliano continua dunque a essere al centro delle attività di monitoraggio delle autorità, con l’obiettivo non solo repressivo ma anche preventivo, volto a sensibilizzare gli esercenti e a diffondere una maggiore cultura della legalità. I prossimi mesi saranno determinanti per capire se questi interventi potranno produrre un effetto deterrente e spingere sempre più imprenditori locali a rispettare le norme, assicurando così un equilibrio tra tradizione commerciale e rispetto delle regole.

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