Paura in una scuola di Arzano, dove durante una normale lezione di matematica sono spuntati due coltelli tra i banchi. È accaduto all’Istituto Don Geremia Piscopo di via Napoli 57, dove due studenti di 15 anni sono stati denunciati dopo l’intervento dei Carabinieri della locale Tenenza. Un episodio che riaccende il dibattito sulla sicurezza nelle scuole dell’area nord di Napoli e sulla crescente diffusione di armi tra giovanissimi.
Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe avvenuto mentre era in corso una lezione di matematica. Il primo ragazzo, seduto regolarmente al proprio banco come il resto della classe, avrebbe estratto dalla tasca un coltello a scatto a doppia lama, poggiandolo con un gesto definito “tra lo spavaldo e l’irresponsabile” direttamente sul banco.
Il rumore metallico dell’arma che batte sulla superficie del banco avrebbe immediatamente interrotto la spiegazione del docente, creando un attimo di gelo nell’aula. L’insegnante è intervenuto prontamente, ha preso il coltello e ha avvisato la dirigente scolastica, che ha immediatamente richiesto l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto sono giunti i militari della Tenenza di Arzano. Dopo aver acquisito l’arma, con il consenso del corpo docente, hanno deciso di estendere i controlli all’intera classe per verificare la presenza di ulteriori oggetti pericolosi.
Ed è proprio durante queste verifiche che è emersa un’altra scoperta inquietante: nello zaino di un secondo studente, anch’egli 15enne, è stato rinvenuto un coltello da cucina. Anche quest’arma è stata immediatamente sequestrata.
I carabinieri hanno denunciato entrambi i minorenni per porto di oggetti atti ad offendere. I due ragazzi sono stati successivamente affidati ai rispettivi genitori.
L’episodio, fortunatamente, non ha avuto conseguenze fisiche per studenti e insegnanti. Tuttavia, il semplice fatto che due coltelli siano entrati in aula durante una lezione rappresenta un campanello d’allarme serio.
Le scuole dovrebbero essere luoghi di formazione, crescita e sicurezza. La presenza di armi, anche se non utilizzate, altera profondamente il clima educativo e genera timore tra docenti e alunni. Il gesto del primo studente, definito dagli stessi presenti come esibizionistico e imprudente, poteva degenerare in pochi secondi.
Arzano, comune dell’area metropolitana a nord di Napoli, non è nuovo a episodi di tensione tra giovanissimi. Negli ultimi anni si è assistito a un aumento di segnalazioni legate al possesso di armi bianche tra adolescenti, spesso portate più per esibizione o senso di “protezione” che per un reale intento aggressivo. Ma il confine tra ostentazione e tragedia può essere sottilissimo.
L’intervento tempestivo del docente e della dirigente scolastica ha evitato che la situazione degenerasse. Fondamentale anche la decisione di effettuare controlli approfonditi, che ha permesso di individuare il secondo coltello prima che potesse accadere qualcosa di più grave.
Resta ora da comprendere il contesto in cui maturano comportamenti simili. Gli investigatori non escludono che si sia trattato di un gesto di esibizionismo, ma la vicenda impone una riflessione più ampia sul disagio giovanile, sulla percezione della violenza e sulla facilità con cui oggetti potenzialmente letali possono arrivare tra i banchi di scuola.
La normativa italiana vieta il porto di oggetti atti ad offendere senza giustificato motivo, soprattutto in luoghi pubblici e frequentati da minori. La denuncia, pur trattandosi di ragazzi incensurati, comporterà un percorso giudiziario davanti all’autorità competente per i minorenni.
Nel frattempo, l’episodio del Don Geremia Piscopo riaccende il tema dei controlli preventivi e delle iniziative educative nelle scuole dell’area nord di Napoli. Educazione alla legalità, dialogo con le famiglie e presenza costante delle istituzioni diventano strumenti fondamentali per prevenire derive pericolose.
La scuola ha reagito con fermezza e responsabilità. Ora spetterà alle autorità competenti fare chiarezza e valutare eventuali ulteriori sviluppi. Ma una cosa è certa: la scena di un coltello poggiato su un banco durante una lezione di matematica è un’immagine che nessuna comunità scolastica dovrebbe mai dover vedere.
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