“Non voglio più tornare al centro commerciale”. Sarebbero queste le parole pronunciate da un bambino di tre anni dopo la terribile esperienza vissuta alla Birreria di Miano, un episodio che ha scosso profondamente i presenti e l’intero quartiere. I fatti si sarebbero verificati nella serata di venerdì 6 marzo, intorno alle 19, all’interno della galleria del noto centro commerciale. Una famiglia composta da madre, padre e il loro bambino stava passeggiando tra i negozi quando, nel giro di pochi minuti, una normale serata si sarebbe trasformata in un momento di paura e shock.
Secondo quanto ricostruito attraverso le testimonianze raccolte sul posto, la coppia si trovava all’interno di una libreria del centro commerciale mentre il piccolo, incuriosito dagli scaffali e dai colori dei libri, si sarebbe allontanato di pochi metri dai genitori. In quel momento avrebbe incrociato un uomo che indossava una tuta della nettezza urbana. L’uomo, seduto su uno sgabello in fondo al negozio, avrebbe notato il bambino e gli avrebbe chiesto cosa stesse facendo lì. Il piccolo avrebbe risposto con innocenza: “Sono venuto a vedere i libri”. L’uomo, credendo si trattasse di una bambina, avrebbe replicato: “Sei venuta, vorrai dire”. A quel punto il bambino avrebbe spiegato di essere un maschietto e, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, proprio in quell’istante l’uomo avrebbe allungato la mano compiendo un gesto gravissimo.
La scena sarebbe avvenuta sotto gli occhi della madre, che si trovava poco distante tra gli scaffali della libreria. La donna avrebbe immediatamente urlato attirando l’attenzione del marito e delle altre persone presenti. Il padre del bambino si sarebbe avvicinato rapidamente all’uomo per affrontarlo mentre la situazione si faceva sempre più tesa. Secondo le testimonianze raccolte, l’uomo avrebbe avuto un forte odore di alcol e sarebbe apparso probabilmente in stato di ebbrezza. Gli animi si sarebbero surriscaldati in pochi secondi e, approfittando della confusione, l’uomo si sarebbe allontanato velocemente dal negozio dirigendosi verso la galleria del centro commerciale.
Il bambino, profondamente scosso da quanto accaduto, sarebbe apparso subito traumatizzato. I genitori, ancora sotto shock, hanno deciso di contattare immediatamente il numero di emergenza 112 chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine. Nel frattempo il piccolo avrebbe continuato a ripetere di voler andare via e, una volta tornato a casa, avrebbe detto ai genitori di non voler più tornare al centro commerciale perché “quell’uomo mi ha toccato”. Parole che raccontano tutta la paura vissuta in quei momenti e che hanno reso ancora più drammatica la vicenda.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia Napoli Stella, che hanno avviato immediatamente le ricerche del presunto responsabile all’interno della struttura commerciale. Grazie anche alla collaborazione del personale di vigilanza del centro commerciale, i militari dell’Arma sono riusciti a individuare l’uomo poco dopo nella galleria della Birreria. In quel momento il 47enne stava camminando tenendo per mano due bambine.
Quando i carabinieri lo hanno fermato per chiedere spiegazioni e ricostruire quanto accaduto poco prima nella libreria, l’uomo avrebbe reagito in maniera violenta rifiutando di collaborare. Secondo quanto riportato, ne sarebbe nata una colluttazione particolarmente agitata durante la quale i militari avrebbero dovuto faticare non poco per immobilizzarlo. Solo dopo diversi minuti e con non poche difficoltà i carabinieri sono riusciti a bloccarlo definitivamente.
L’uomo, un 47enne del posto già noto alle forze dell’ordine, è stato quindi arrestato. Le accuse nei suoi confronti sono gravi: violenza sessuale, resistenza a pubblico ufficiale e violenza a pubblico ufficiale. Dopo le procedure di rito, il 47enne è stato condotto in carcere in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
Durante gli accertamenti è stato chiarito anche un altro dettaglio che inizialmente aveva generato confusione. Nonostante indossasse una tuta della nettezza urbana con il logo dell’azienda ASIA, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti a Napoli, l’uomo non risulta essere un dipendente dell’azienda. La presenza di quella divisa aveva inizialmente fatto pensare a un lavoratore del settore, ma gli accertamenti hanno escluso qualsiasi collegamento con la società.
Le due bambine che si trovavano con lui al momento del fermo, di 2 e 7 anni, non avevano alcun legame con l’episodio appena accaduto nella libreria. I carabinieri hanno verificato che si trattava della nipote dell’uomo e della figlia di una sua amica. Le piccole sono state subito affidate alle rispettive madri, che si trovavano anch’esse all’interno del centro commerciale e che sono state informate dell’accaduto.
Alle operazioni e agli accertamenti hanno preso parte anche i carabinieri della stazione di Secondigliano, guidati dal maresciallo Luigi Di Pastena. I militari hanno raccolto le testimonianze dei presenti e verificato le prime informazioni per ricostruire con precisione la dinamica dei fatti avvenuti nella libreria della Birreria di Miano.
Dai primi controlli effettuati dalle forze dell’ordine non sarebbero emersi altri comportamenti sospetti dell’uomo nei confronti di altri bambini presenti nel centro commerciale in quella serata. Nonostante questo, come previsto in casi simili, sono stati informati anche i servizi sociali affinché possano valutare ogni elemento utile e garantire la tutela dei minori coinvolti indirettamente nella vicenda.
La notizia si è diffusa rapidamente nel quartiere e sui social, generando grande preoccupazione tra i residenti e tra le famiglie
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